Cozza nera tarantina a rischio: raccolta firme a sostegno del fronte del NO all’importazione di seme alloctono nel Mar Piccolo.

La difesa delle identità alimentari locali e della biodiversità marina tarantina si arricchisce di un nuovo importante capitolo. Volto noto di questo fronte civico e associativo per la protezione del Mar Piccolo di Taranto è la giornalista enogastronomica e conduttrice televisiva Rai Monica Caradonna, che insieme ad una vasta rete di associazioni ambientaliste, di categoria e culturali — tra cui Confcommercio Taranto, WWF Taranto, Slow Food Puglia, Marevivo Puglia, Legambiente, Unicop, Centro Ittico Taranto, Enogastro hub aps, Radio Vera aps, Omnia coop – chiede all’amministrazione comunale di non firmare la deroga all’ordinanza n.8 del 2022, che vieta espressamente la reimmersione e l’introduzione nel primo e secondo seno del Mar Piccolo di seme e mitili non autoctoni o privi di certificazione, a tutela della specie originaria Mytilus galloprovincialis.

​Il nodo della discordia:

​Al centro della mobilitazione vi è la richiesta avanzata da alcune categorie produttive di ottenere una deroga all’Ordinanza n. 8 nasce a causa dai danni subiti dai mitilicoltori a fine agosto per le elevate temperature marine provocate dai cambiamenti climatici. Tuttavia, le associazioni firmatarie della petizione rifiutano la scorciatoia dell’importazione di novellame estero, considerata un potenziale disastro ecologico e d’immagine.

​“Non trasformiamo il Mar Piccolo in un utero in affitto”, sottolineano le organizzazioni promotrici nell’appello inviato al Comune.

​Le motivazioni del NO: perché non si tratta di un’emergenza

​Le associazioni contrarie alla deroga evidenziano come la presunta emergenza produttiva possa essere affrontata nel rispetto dei ritmi naturali e della tradizione l produttivo ocale. 

  • ​Ciclo naturale: Con l’abbassamento autunnale delle temperature, la captazione del seme nativo parte regolarmente nella prima settimana di novembre.
  • ​Reddito garantito nel breve periodo: Il novellame captato a novembre 2026 raggiungerà la taglia di 4,5 cm già a giugno 2027 (il cosiddetto Primativo), consentendo agli operatori di immettere il prodotto sul mercato e generare reddito, in attesa della taglia commerciale finale prevista per maggio-giugno 2028. 

Forte convergenza istituzionale:

Anche la Camera di Commercio di Brindisi-Taranto, per voce del presidente Vincenzo Cesareo, ha espresso netta contrarietà a soluzioni d’emergenza che rischiano di alterare in modo irreversibile l’ecosistema marino tarantino.

«La vera risposta alle sfide imposte dai cambiamenti climatici non risiede nel modificare all’occorrenza le regole, importando specie estranee, ma nel valorizzare il nostro patrimonio», sostiene il presidente, evidenziando come la ricerca stia già mostrando la possibilità di aumentare la resistenza alle alte temperature del ceppo autoctono.

La questione, nella valutazione della Camera di commercio, non riguarda soltanto le modalità di approvvigionamento del seme necessario agli allevamenti, ma investe direttamente il futuro di una delle produzioni più rappresentative del territorio ionico.

​Le 5 condizioni irrinunciabili in caso di deroga

​Qualora l’Amministrazione comunale decida comunque di procedere con la firma del provvedimento di deroga, il coordinamento delle associazioni ha stabilito cinque criteri stringenti e vincolanti per la tutela della salute pubblica e dell’ambiente:

  1. ​Tracciabilità delle quote: Certificazione scientifica dello stato di emergenza e contingentamento rigoroso del seme da reimmettere.
  2. ​Valutazione del rischio biologico: Screening preliminare su impatto ambientale, sanitario e genetico curato da enti scientifici preposti.
  3. ​Origine controllata: Importazione consentita unicamente per la specie Mytilus galloprovincialis proveniente da Paesi UE conformi alle normative comunitarie.
  4. ​Taglia minima e permanenza temporanea: Limite dimensionale di 2,5 cm (DM 7 agosto 1996) e obbligo di trasferimento fuori dal Mar Piccolo entro il 28 febbraio (Ordinanza Regione Puglia n. 188/2016).
  5. ​Punto unico di sbarco e controlli vetarinari: Movimentazione dei lotti centralizzata presso il Mercato Ittico per garantire la piena tracciabilità sui registri aziendali.

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​Il sindaco Bitetti fa chiarezza sul divieto di re-immersione di specie non autoctone nel Mar Piccolo

​Alla vigilia dell’atteso tavolo tecnico, l’amministrazione comunale di Taranto interviene per precisare la propria posizione ufficiale su una questione estremamente delicata per il bacino del Mar Piccolo e per la tutela della biodiversità locale.

​In vista del confronto istituzionale, il sindaco di Taranto Piero Bitetti ha voluto fare la massima chiarezza sulle intenzioni dell’ente cittadino:

​«È fondamentale precisare che questa Amministrazione comunale non ha assunto alcuna decisione in merito alla concessione di una deroga temporanea al divieto di re-immersione di mitili non autoctoni nel Mar Piccolo».

​Gli enti coinvolti nel tavolo tecnico

​L’incontro rappresenta un passaggio cruciale per analizzare la fattibilità e i rischi legati all’eventuale introduzione di novellame proveniente da altri bacini. Al vertice prenderanno parte i principali organi di controllo, sanitari e scientifici del territorio:

  • ​Guardia di Finanza e Capitaneria di Porto
  • ​Dipartimento di Prevenzione dell’ASL
  • ​CNR (Consiglio Nazionale delle Ricerche)
  • ​ARPA Puglia

​L’obiettivo prioritario del summit è sviscerare le potenziali conseguenze ambientali e sanitarie connesse all’immissione di seme non autoctono nel Mar Piccolo, proteggendo sia l’ecosistema marino sia i consumatori.

​Nessuna autorizzazione preventiva: la scienza al primo posto

​Dall’amministrazione comunale arriva l’ulteriore rassicurazione che l’incontro non equivarrà in alcun modo a un via libera automatico o a una sanatoria. Il vertice servirà esclusivamente come momento di approfondimento tecnico e conoscitivo, punto di partenza di ogni valutazione.»

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