Messa in sicurezza delle coste pugliesi: pronti 26,4 milioni di euro contro l’erosione e il dissesto

La Regione Puglia stanzia 26,4 milioni di euro per proteggere il litorale dal dissesto idrogeologico, ammettendo 30 progetti alla seconda fase del piano straordinario.

I cambiamenti climatici e i fenomeni meteorologici sempre più estremi stanno mettendo a dura prova le falesie e i litorali rocciosi della regione. Per far fronte a questa emergenza, la giunta regionale ha promosso un piano straordinario di consolidamento e tutela dell’ambiente per mettere al sicuro abitazioni, infrastrutture e patrimoni paesistici.

​Il vertice regionale e il piano di finanziamento

​Nel corso di un incontro tra il presidente della Regione Puglia Antonio Decaro, l’assessore alle Infrastrutture e Mobilità Raffaele Piemontese e i rappresentanti delle Province e della Città Metropolitana di Bari, sono stati illustrati i primi esiti del programma. L’iniziativa rientra nelle risorse del PR Puglia FESR-FSE+ 2021-2027 (deliberazione n. 280 del 17 marzo 2026).

​I numeri del piano regionale:

  • ​34 proposte presentate dagli enti locali per un totale di circa 46,8 milioni di euro.
  • ​30 progetti dichiarati ammissibili per un valore di 41,5 milioni di euro.
  • ​26,4 milioni di euro la dote finanziaria attualmente disponibile.
  • ​15,1 milioni di euro il fabbisogno aggiuntivo per coprire tutti i progetti idonei.

​I progetti ammessi saranno inseriti nel ReNDiS (Registro Nazionale per la Mitigazione del Dissesto Idrogeologico) e sottoposti al vaglio dell’Autorità di Bacino Distrettuale. Le opere che non troveranno immediata copertura economica attingeranno a successive risorse regionali o nazionali, mentre le 4 proposte momentaneamente escluse potranno essere ripresentate previa risoluzione delle criticità tecniche.

​Tutti gli interventi previsti territorio per territorio

​Le opere ammesse alla fase successiva coprono l’intero arco costiero pugliese con interventi mirati alla protezione delle coste alte e delle aree di pregio archeologico e naturale.

​1. Provincia di Taranto

​Nel versante ionico l’attenzione è rivolta alla tutela di tratti sensibili e tesori culturali:

  • ​Taranto: interventi presso Porto Cupo.
  • ​Maruggio: interventi nella zona di Monaco Mirante.
  • ​Leporano: messa in sicurezza e ririqualificazione ambientale delle scogliere adiacenti al Parco Archeologico di Saturo.

​2. Salento e Brindisino

​In provincia di Lecce e Brindisi sono stati ammessi alcuni tra i progetti economicamente più imponenti:

  • ​Lecce: interventi a Casalabate (Trepuzzi), Punta Ristola (Castrignano del Capo), Porto Vergine (Santa Cesarea Terme) e Ugento (Torre San Giovanni / Località Pazze). Coinvolte anche le falesie nei territori di Diso, Galatone, Melendugno e Patù.
  • ​Brindisi: messa in sicurezza delle falesie a Torre Guaceto, Carovigno, Fasano, San Pietro Vernotico e Torchiarolo.

​3. Città Metropolitana di Bari

​Progetti mirati alla mitigazione del rischio geomorfologico sulle coste alte:

  • ​Polignano a Mare: completamento delle opere tra Grotta Ardito e Colonna d’Ercole.
  • ​Monopoli: contrasto all’erosione costiera e ripristino delle dinamiche naturali presso Cala Monaci, Porto Giardino e Cala Verde Giglio.

​4. Provincia di Barletta-Andria-Trani (BAT)

  • ​Progetti dedicati a vaste porzioni del litorale nei comuni di Barletta, Bisceglie e Trani. 

​5. Provincia di Foggia e Gargano

​Consolidamento dei costoni rocciosi a picco sul mare:

  • ​Isole Tremiti e Peschici: messa in sicurezza della parete rocciosa adiacente al Grottone di Manaccora.
  • ​Rodi Garganico, Vico del Gargano e Vieste: interventi sul costone roccioso di fronte al celebre faraglione del Pizzomunno.

​Prospettive e prossimi passi

​L’obiettivo primario della Regione è accelerare il passaggio dalla fase progettuale all’apertura dei cantieri, garantendo la salvaguardia del paesaggio costiero pugliese per il futuro. Nelle prossime settimane verrà definita la graduatoria finale per assegnare i primi fondi ed avviare celermente i lavori.

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