Una serata glamour, senza far ricorso al merchandising di altri brand per mascherare, come comunemente avviene in queste occasioni, l’intento ad indurre gli spettatori all’acquisto. Invece, è stato pensato di proposito di organizzare un semplice défilé mentre scorreva la narrazione dei cent’anni di un esercizio, la Premiata Cappelleria Castrignano, che ha passato varie difficoltà socio-economiche durante le fasi della sua età prima di arrivare a quest’importante traguardo. Si è svolto lunedì sera in Largo Plebiscito a Monopoli un evento culturale, davanti all’antico negozio di cappelli, accompagnato dalla musica jazz del gruppo Orecchiette Swing e presentato da Giuseppe Spalluto. Nell’iniziativa sono state coinvolte modelle non professioniste che hanno indossato abiti del proprio guardaroba personale. Soltanto tre capi erano della boutique Dante 5, situata accanto.

Ma l’inserimento di quest’ultimo nome non aveva, come già precisato, scopi di natura commerciale bensì si è trattato di uno scambio di favori e l’opportunità per riconfermare quella reciproca attestazione di stima che esiste da anni fra i titolari dei due negozi. Unico articolo messo in risalto, invece, sarebbe dovuto essere il cappello, accessorio adeguato per ogni tipo di occasione, nelle sue forme e modelli più disparati. E’ così è stato! Dagli anni ’20 del ‘900 fino ai giorni nostri. Suddividendo le uscite negli stili che hanno scandito e dominato le mode fino ai tempi recenti, ologrammi di personaggi rappresentativi che volevano rianimare le figure principali della storia narrata, dando vita quindi ad uno spettacolo che è piaciuto all’unanimità, riscuotendo i complimenti finali di tutti.

Tre generazioni che hanno inaugurato e condotto la Premiata Cappelleria Castrignano a quella che è oggi: un baluardo di charme, un salotto fra intellettuali nel suo retrobottega, una testimonianza famigliare del passato che mantiene viva l’opera di chi ebbe il coraggio, come Mimì Castrignano, di andare contro la volontà dei suoi genitori e di scommettere sulle proprie capacità intraprendenti. E su chi ha imparato l’arte del venditore, come zia Angelina, figlia di Mimì, la quale con tanta tenacia ha saputo continuare con l’attività rinnovando l’assortimento e aggiungendo le valigie all’assodata commercializzazione dei cappelli.

Finché il piccolo Luciano, nipote prediletto, crescendo e vivendo fianco a fianco con la zia Angelina, ha saputo cogliere i segreti del “mestiere”. Oggi, Luciano Tarantino, quel bimbo che faceva i compiti dopo la scuola all’interno della cappelleria, è l’attuale titolare. La storia dei cent’anni è scorsa mentre le modelle calpestavano il tappeto di una passerella immaginaria e le chianche bianche di Largo Plebiscito-via San Domenico.

Sul marciapiede di fronte alla bottega s’erano soffermati un nutrito numero di pubblico tra famigliari, amici, clienti e simpatizzanti della Premiata Cappelleria Castrignano. Mentre il ritmo scanzonato di un jazz che rievocava quegli anni in bianco e nero, anche nei costumi della band, echeggiava nell’aria trasmettendo ai presenti in quell’isolato tutta la voglia di fare un salto nel passato.





