Un’esposizione debitoria che supera i 45 milioni di euro, imposte non pagate per anni, contratti in perdita, canoni di affitto mai riscossi e beni aziendali sopravvalutati. È una fotografia impietosa quella scattata dall’ingegner Gaetano Nacci, amministratore unico di Kyma Ambiente, durante la conferenza stampa convocata nella sede della Direzione della partecipata del Comune di Taranto.
Una vera e propria «Operazione Verità» con cui l’amministratore, nominato il 30 luglio 2026, ha voluto ricostruire le cause della crisi strutturale dell’azienda, difendere la legittimità del proprio operato e lanciare un chiaro ultimatum alla politica locale.
I Numeri del Buco di Bilancio e il Nodo dei Creditori
Al centro della ricostruzione di Nacci c’è un a massa debitoria superiore ai 45 milioni di euro, comprensiva dei debiti verso l’Erario per tributi non versati.
I passaggi chiave della crisi e della gestione contabile:
- Segnali d’allarme inascoltati (2024): L’avvio dell’istruttoria dell’AGCM sugli affidamenti e le verifiche della Corte dei Conti avevano già evidenziato criticità su costi e qualità del servizio.
- La svolta del 19 gennaio 2026: Il collegio sindacale segnalò formalmente la crisi aziendale, ma l’incarico per valutare la composizione della crisi fu conferito solo dopo quattro mesi anziché entro i 30 giorni previsti.
- Il bilancio 2025 e la determina di ottobre: Il 16 ottobre Nacci ha approvato il progetto di bilancio 2025 per fissare una base contabile certa. Pochi giorni dopo ha firmato la determina per lo strumento di regolazione della crisi, pubblicata in Camera di Commercio per garantire la massima trasparenza verso i creditori.
«Questa è un’azienda pubblica che per anni non ha pagato le tasse e questa è una vergogna. Non si tratta di portare i libri in tribunale o di fallimento, ma di trasparenza nella gestione dei rapporti», ha dichiarato Nacci.
Le Anomalia Gestionali: Impianti, Affitti e Magazzini
L’amministratore unico ha illustrato una serie di criticità operative e contabili ereditate dalle precedenti gestioni:
Impianto Pasquinelli e le Condizioni Contrattuali
- Saldo negativo: Il contratto del 2024 per il conferimento dei rifiuti con il gestore Daniele Ambiente ha generato uno squilibrio di circa 250.000 euro a sfavore della partecipata tra il 2024 e il 2025.
- Canoni non riscossi: Il gestore dell’impianto non avrebbe versato l’affitto per due anni. Nacci è intervenuto con una diffida da 500.000 euro.
- Eccesso di stoccaggio: Segnalato agli organi di controllo il superamento dei limiti di detenzione dei rifiuti nell’area.
Impianto di Compostaggio e Personale
Durante la prolungata fermata dell’impianto (rimasto inattivo per circa 10 mesi a causa di un incendio), il personale addetto non sarebbe stato reimpiegato in altri servizi operativi dell’azienda.
Rettifiche di Bilancio e Magazzino
- Svalutazione del magazzino: Preso atto di una segnalazione risalente a tre anni prima, Nacci ha svalutato materiali inutilizzabili per parte dei 2,5 milioni di euro iscritti a bilancio.
- Contenzioso INPS: Una passività legata a una causa persa in primo grado e in appello era stata contabilizzata come credito. La correzione evita l’impatto di un terzo bilancio consecutivo in perdita che avrebbe imposto interventi strutturali già nel 2023.
Trasparenza, Aste Pubbliche e la Risposta alle Accuse
Nacci ha respinto con fermezza le accuse relative a una presunta svalutazione del patrimonio aziendale volta a favorire soggetti privati. L’amministratore ha chiarito che qualsiasi eventuale affidamento o concessione di asset avverrà esclusivamente tramite gare pubbliche al rialzo, assegnate al migliore offerente.
Sul piano del controllo analogo, Nacci ha evidenziato l’assenza di un budget preventivo aziendale, mai predisposto nelle precedenti gestioni, impartendo la disposizione scritta di elaborarlo entro la fine di novembre.
L’Ultimatum alla Politica Tarantina
Pur distinguendo le critiche istituzionali dell’opposizione dalle insinuazioni personali, Nacci ha condizionato la propria permanenza alla guida di Kyma Ambiente al rispetto del lavoro svolto e a un clima di leale collaborazione tra Comune, sindacati e forze politiche.
Un messaggio di stima è stato espresso nei confronti del sindaco Piero Bitetti, ma la linea dell’amministratore resta netta: in assenza di un percorso condiviso di risanamento e del rispetto delle prerogative tecniche, l’ipotesi delle dimissioni rimane sul tavolo.





