Truffati con il blitz del “finto Carabiniere”: tre arresti a Roccaforzata e Maruggio

Provvidenziale la prontezza di un familiare e di una vicina di casa. I militari colgono i sospetti in flagranza ed evitano la consegna di contanti e preziosi.

ROCCAFORZATA – La tempestività delle segnalazioni al Numero Unico di Emergenza 112 e la prontezza d’spirito dei cittadini hanno sventato due insidiosi tentativi di truffa ai danni di residenti del Tarantino. Due distinti interventi condotti dall’Arma dei Carabinieri tra Roccaforzata e Maruggio hanno portato all’arresto in flagranza di reato di tre uomini,ritenuti presunti responsabili di truffa aggravata.

I due episodi mettono in luce la recrudescenza del fenomeno odioso dei raggiri ai danni delle fasce vulnerabili, ma evidenziano anche l’efficacia della rete di protezione sociale aziata sul territorio.

Il primo blitz a Roccaforzata: fermato un 48enne campano

Il primo episodio si è consumato nella mattinata di sabato 24 ottobre a Roccaforzata. Una donna di 58 anni ha ricevuto una telefonata da un numero anonimo: l’interlocutore, spacciandosi per Maresciallo dei Carabinieri, l’ha convinta ad allestire denaro contante e gioielli in oro con il pretesto di dover dimostrare la propria estraneità a una presunta indagine a suo carico.

A spezzare la catena del raggiro è stato il figlio della donna, presente in casa. Insospettito dalla richiesta anomala, l’uomo ha subito contattato il 112. I Carabinieri della Stazione di San Giorgio Ionico sono intervenuti con tempestività, accedendo all’abitazione e bloccando l’impostore – un 48enne originario della Campania – proprio nel momento in cui stava ritirando i preziosi. Su disposizione dell’Autorità Giudiziaria, l’uomo è stato condotto presso la Casa Circondariale di Taranto.

Maruggio: la vicina “sentinella” svela l’inganno all’anziano

Nel pomeriggio dello stesso giorno, un secondo tentativo è stato sventato a Maruggio grazie all’attenzione di una vicina di casa. Notando l’atteggiamento visibilmente ansioso di un 85enne del posto, la donna ha chiesto chiarimenti. L’anziano ha confidato di essere in attesa di una pattuglia per consegnare denaro contante, dopo aver ricevuto una telefonata in cui veniva informato del presunto furto della propria auto e del fermo della nipote in Caserma.

Capita la gravità della situazione, la vicina ha immediato allertato il 112. I Carabinieri della Stazione di Maruggio sono accorsi nell’abitazione cogliendo sul fatto un 25enne in possesso del denaro e dei monili appena consegnati dalla vittima.A poca distanza, a bordo di un’autovettura, è stato individuato e bloccato il presunto complice, un 22enne. Entrambi i giovani, residenti nella provincia jonica, sono stati condotti ai domiciliari presso le rispettive abitazioni.

Prevenzione e presunzione di innocenza

I due interventi dimostrano il ruolo fondamentale dei contatti sociali tra parenti e vicini di casa, autentiche “sentinelle” del territorio. L’Arma dei Carabinieri ribadisce con fermezza che nessun appartenente alle forze dell’ordine è autorizzato a richiedere denaro o gioielli a domicilio o per presunte finalità investigative. In caso di chiamate o visite sospette, la raccomandazione resta quella di non consegnare alcun bene e di contattare subito il 112.

Si ricorda che, in ottemperanza alle garanzie costituzionali, le posizioni degli indagati sono al vaglio dell’Autorità Giudiziaria e tutti i soggetti sono da ritenersi innocenti fino a eventuale sentenza definitiva di condanna.

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