Tensione e confronto acceso martedì mattina nel quartiere Tamburi, a Taranto, durante l’incontro pubblico promosso da Kyma Ambiente per illustrare le modalità della nuova raccolta differenziata. Un confronto nato per fare chiarezza, ma che ha portato in superficie il malcontento dei residenti, esasperati da situazioni che definiscono “di totale abbandono”.


A dare voce alla protesta numerosi cittadini, che denunciano servizi di pulizia irregolari, assenza di controlli e difficoltà quotidiane nella gestione dei rifiuti. “Paghiamo una Tari altissima, ma il quartiere è pieno di spazzatura – spiega un residente –. Stamattina i mezzi sono passati senza rimuovere le auto parcheggiate. Così la pulizia è impossibile e al primo colpo di vento siamo punto e a capo”.
Tra le critiche, anche l’assenza dei vigili urbani nei giorni programmati per la pulizia, la mancanza di cestini per gli escrementi degli animali e l’introduzione dei bidoncini condominiali ritenuta impraticabile per gli stabili più grandi. “Così – denunciano – si spinge la brava gente a comportarsi come gli incivili”.
Il presidente di Kyma Ambiente Alfredo Spalluto ha ascoltato le lamentele, invitando i cittadini a collaborare e garantendo un impegno diretto dell’azienda: “Lavoriamo insieme. Se ci sono criticità specifiche, affrontiamole. È un problema di civiltà, ma anche di rispetto delle regole. La differenziata non è un optional: è una necessità”.
Il confronto si è trasformato in una richiesta corale di maggiore presenza sul territorio e sistemi più efficaci di controllo e incentivazione. “In altri Paesi – ricordano i residenti – chi fa bene la differenziata riceve benefici. Qui no: i cassonetti intelligenti installati anni fa non hanno mai funzionato”.
Tra le proposte avanzate: più vigilanza, riunioni condominiali informative, cartellonistica chiara e un piano di raccolta che tenga conto della conformità dei quartieri.
Intanto, l’azienda Kyma Ambiente ha incontrato la stampa nella stessa giornata per illustrare ufficialmente le nuove modalità di raccolta, nel tentativo di ricostruire un rapporto di fiducia con i cittadini.





