“L’amore non colpisce”: Ermal Meta incontra gli studenti al Teatro Radar per una lezione di empatia e consapevolezza

Un Teatro Radar gremito ha accolto questa mattina “L’Amore non colpisce”, l’iniziativa promossa dall’Assessorato alle Politiche Giovanili e Pari Opportunità del Comune di Monopoli, dedicata alla prevenzione della violenza contro le donne e alla diffusione di una cultura fondata sul rispetto e sulla parità di genere. Protagonista dell’incontro l’artista Ermal Meta, voce sensibile e attenta alle fragilità sociali, che ha dialogato con centinaia di studenti delle scuole superiori.

A introdurre la mattinata sono stati il Sindaco Angelo Annese, l’assessora Antonella Fiume e la dott.ssa Aurelia Longo, sottolineando l’urgenza di un impegno corale per contrastare un fenomeno che continua a riempire le pagine di cronaca. «La strada del cambiamento culturale deve essere percorsa insieme – ha dichiarato Fiume – coinvolgendo istituzioni, famiglie, scuole e associazioni. Non bastano gli slogan: c’è bisogno di consapevolezza, responsabilità e azioni concrete».

L’incontro con Ermal Meta, intervistato dal giornalista Giovanni Longo, si è trasformato in una riflessione profonda sul ruolo dei giovani, sulla fragilità delle emozioni e sugli effetti devastanti dell’esposizione continua ai social. «Scorriamo immagini di ogni tipo – ha spiegato l’artista – dai gattini a un incidente, da un bambino che piange a una persona che muore. Questa alternanza continua distrugge lentamente l’empatia, e senza empatia la società si spegne». Meta ha richiamato la necessità di “non abituarsi alla paura”, di non restare spettatori passivi di episodi di violenza, fisica o psicologica.

L’artista ha insistito sul valore della comunità e dell’unione: «Non dobbiamo lasciarci soli. Gli strumenti digitali ci stanno isolando, ci stanno massacrando senza che ce ne accorgiamo. La vita non è nello schermo: è fuori, ed è fatta di relazioni autentiche». Un messaggio forte che ha intercettato anche il tema dell’abuso dei social, su cui l’assessora Fiume ha ribadito l’esistenza di molteplici forme di violenza, anche invisibili: «Non esiste solo la violenza fisica. C’è quella psicologica, quella sociale e quella economica: donne costrette al part time, senza autonomia economica, con contratti frammentati o senza un conto corrente personale. La dipendenza economica è una catena silenziosa».

Nel finale, Meta ha regalato un momento musicale unplugged, trasformando il teatro in un luogo di emozione e ascolto condiviso. «Tante piccole luci insieme possono diventare un sole», ha detto rivolgendosi agli studenti, invitandoli a diventare esempio per il mondo che li circonda.

L’iniziativa segna una nuova tappa del percorso educativo promosso dal Comune di Monopoli, che punta a coinvolgere le nuove generazioni nella costruzione di una comunità più consapevole, empatica e libera da ogni forma di violenza.

Il servizio del tg
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