Gaetano Tasselli e quella voglia matta di far divertire il suo pubblico. Teatro Vignola pienissimo per il suo spettacolo

Il One man show di Gaetano Tasselli e la sua La La Band: ironico, a tratti comico, interattivo, musicale. Ha divertito ed allo stesso tempo ha emozionato. Circa due ore e mezza di spettacolo, stasera al CineTeatro Vignola di Polignano a Mare, patria del Mimmo Modugno che partì con la valigia di cartone per andare alla ricerca della sua fama.

Gaetano Tasselli assieme al suo collega Cristian Levantaci

La stessa che sogna Tasselli, a “quarant’anni suonati” come il titolo dato al suo varietà: ex calciatore catapultato nei villaggi turistici tentando la carriera di animatore fino alla maturità artistica raggiunta oggi dopo aver investito su sé stesso in quindici anni di lavoro. Dominante sulla scena, mattatore della sua stessa band. A supportare Tasselli nella sua “ordinaria follia“, di portare qui al sud (a pochi chilometri da casa sua) un format che generalmente siamo abituati a guardarlo in televisione, è stato un amico ed ex collega di animazione dei mini club Cristian Levantaci, con una validissima preparazione artistica. Durante i brani cantati, facevano la comparsa tre ballerini: Silvia Calorio, Claudio Roffo e Anna Di stasi. La storia di Gaetano Tasselli ironizzata, cantata, ballata e arricchita da alcune gag con il collega. Ed ancora le imitazioni di Enrico Ruggeri, Vasco Rossi, Eros Ramazzotti, Max Pezzali, Franco Califano, Roberto Vecchioni e Lorenzo Jovanotti (per citarne alcuni). I temi come inseguire i sogni per realizzarli, le mille difficoltà e disavventure (per fortuna che si possono tutte raccontare ndr) passate per andare su e giù per l’intera Puglia partecipando alle serate, la perdita del papà di uno dei componenti della Band e le maschere a due facce (come il tatuaggio sul braccio destro di Gaetano cit.), perché quando si sta sul palco, devi suonare anche se sei triste dentro per far divertire il pubblico pagante. E poi il mondo Disney, sempre in salsa ironica, ed il tema della diversità, anche questo momento è stato fra i più divertenti di tutto lo spettacolo ( e il più immortalato con i telefonini nonostante il veto di Tasselli nel filmarlo nei panni di una trans brasiliana).

Nei panni della brasiliana trans

L’invito fatto alla mamma a salire sul palco, la riflessione su quel incidente che lo costrinse a restare a letto per sette mesi, abbandonato dagli amici. Pillole inserite tutte in un mix che ha trasportato gli spettatori dall’inizio dello show, incertezza a parte dovuta all’ansia, fino alla fine – pienissima la sala del Vignola – ad applaudire questi artisti bravissimi. L’inedito brano, scritto e arrangiato dal tastierista Enrico Elia, che parla proprio del sogno di calpestare palchi sempre più prestigiosi. E allora, riprendendo una strofa di Roberto Vecchioni, diciamo a Tasselli “sogna, ragazzo sogna!”

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