Monopoli, alluvione nelle contrade: Orizzonti Rurali consegna il dossier dei danni al Comune

L’emergenza del 21 ottobre nelle campagne di Monopoli non si esaurisce nei due interventi di salvataggio finiti sulle cronache. Dietro le immagini delle strade trasformate in fiumi e degli allagamenti c’è un territorio, soprattutto nella zona sud dell’agro, che ha riportato conseguenze pesanti. A riportare l’attenzione su quanto accaduto è l’associazione Orizzonti Rurali, che ha raccolto segnalazioni, fotografie, testimonianze e localizzazioni dei danni, riunendole in un dossier ricognitivo protocollato e trasmesso agli enti competenti.

Il documento chiede una ricognizione ufficiale e completa, la valutazione delle procedure per il riconoscimento dell’evento calamitoso e dell’eventuale stato di emergenza, oltre a misure di sostegno per cittadini, agricoltori e attività economiche. Tra le richieste anche una mappatura dei corsi d’acqua, uno studio delle criticità idrauliche e un programma di manutenzione e prevenzione.

Il quadro dell’emergenza era apparso già nella giornata del 21 ottobre. Le piogge eccezionali avevano provocato allagamenti in diverse contrade, il cedimento dell’argine di un canale nella zona di Lamalunga e l’invasione di acqua e fango sulla viabilità, fino a sommergere anche un deposito agricolo. I Vigili del Fuoco erano intervenuti con le idrovore. Un anziano, trascinato dalla corrente, era stato soccorso mentre si aggrappava a una recinzione; una famiglia di turisti francesi, rimasta isolata in un’abitazione di campagna, era stata raggiunta con un gommone. Un’operazione di soccorso e gestione delle criticità che ha visto impegnati anche Polizia Locale e volontari della Protezione civile.

Il maltempo aveva raggiunto anche il nuovo ospedale Monopoli-Fasano. La Asl Bari aveva confermato infiltrazioni e presenza di acqua in una porzione del piano meno uno, nell’area collegata al carico e scarico delle merci, precisando che i reparti di degenza non erano stati interessati e che nessun servizio sanitario era stato sospeso. La stessa azienda aveva riferito che l’acqua proveniente dalla zona della Selva di Fasano aveva raggiunto la viabilità e le campagne circostanti.

Nel dossier di Orizzonti Rurali emerge anche una situazione ancora più grave: una famiglia che, secondo quanto segnalato dall’associazione, non sarebbe ancora potuta rientrare nella propria abitazione, resa inagibile dal fango e dai detriti arrivati dalla lama che costeggia il nuovo ospedale. Un caso che restituisce la dimensione umana dell’accaduto e che rende evidente quanto la conta dei soccorsi non possa esaurire quella dei danni.

Intanto il Comune ha avviato il 30 ottobre una ricognizione urgente delle perdite subite dalle aziende agricole, proprio per costruire un quadro documentato da sottoporre agli organi regionali e ministeriali e sostenere le iniziative per il riconoscimento dello stato di calamità e l’eventuale accesso ai fondi di solidarietà.

La strada istituzionale, tuttavia, richiederà verifiche e documentazione puntuale. Il dossier dell’associazione punta a far emergere ciò che una cronaca limitata ai salvataggi rischia di lasciare fuori: abitazioni, terreni, attività e infrastrutture danneggiati. Ora la richiesta è alle istituzioni: trasformare le segnalazioni in accertamenti e gli accertamenti in interventi concreti.

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