Operazione di Digos e Squadra Mobile coordinata dalla DDA e dalla Procura per i minorenni. Un folto gruppo di giovani si organizzava sui social per colpire le vie dello shopping.
BARI – Un’azione coordinata per devastare e saccheggiare i negozi del centro cittadino, pianificata nei minimi dettagli sulle piattaforme social e pronta a scattare dal pomeriggio. È il quadro emerso dalle prime ore dell’alba in tutta la provincia barese, dove la Polizia di Stato ha dato esecuzione a una vasta operazione di controllo e prevenzione,sventando un piano che rischiava di ricalcare i recenti disordini registrati a Milano.
L’intervento è stato coordinato dalla Direzione Distrettuale Antimafia e dalla Procura della Repubblica per i minorenni di Bari, a testimonianza della complessità dell’inchiesta e del coinvolgimento di una fitta rete di giovani e giovanissimi residenti nel territorio metropolitano.
L’ombra di Milano e il monitoraggio dei social
Al centro dell’attività investigativa, condotta dagli agenti della Digos della Questura di Bari, vi è il costante monitoraggio dei canali social utilizzati dai sospettati per organizzare l’azione strategica. Secondo la ricostruzione degli inquirenti, i ragazzi avevano individuato come obiettivi prioritari le boutique dell’alta moda e i punti vendita di elettronica e abbigliamento sportivo situati nel cuore dello shopping barese: via Sparano, via Melo, via Argiro e Corso Vittorio Emanuele.
L’obiettivo della banda era replicare le dinamiche di saccheggio viste nei giorni scorsi nel capoluogo lombardo. Le indagini hanno inoltre evidenziato come i giovani fossero in procinto di procurarsi armi, materiale esplodente e arnesi da scasso, pronti a essere impiegati anche in chiave sanzionatoria o di scontro diretto contro le forze dell’ordine.
Perquisizioni, interrogatori e ipotesi di reato
In queste ore la Squadra Mobile e la Digos stanno eseguendo numerose perquisizioni locali e personali, affiancate da interrogatori delegati dalla Magistratura per chiarire i singoli ruoli e la catena di comando del gruppo.
Le accuse ipotizzate a vario titolo dagli inquirenti sono gravemente indiziarie: si va dall’istigazione a delinquere finalizzata alla devastazione e al saccheggio con finalità di terrorismo, commessa in concorso, fino alla detenzione illegale di armi, munizioni ed esplosivi.
Il quadro delle garanzie procedurali
Come ricordato dalle autorità inquirenti a tutela delle garanzie costituzionali, il procedimento versa attualmente nella fase delle indagini preliminari. L’eventuale responsabilità penale degli indagati dovrà essere accertata e vagliata nelle sedi processuali opportune, nel rispetto del principio del contraddittorio e della presunzione di innocenza fino a sentenza definitiva.





