Incontro al porto di Mola di Bari con il sindaco Colonna, il consigliere Ranieri e il presidente della commissione Bilancio Pagano. Gli armatori denunciano i ritardi sui ristori e la perdita dei fondi FEAMPA in caso di infrazioni.
MOLA DI BARI – Una protesta pacifica ma dai toni fermi e preoccupati per il futuro del comparto marittimo pugliese.Questa mattina, sul banchina del porto di Mola di Bari, le marinerie di Mola e Monopoli si sono date appuntamento per manifestare congiuntamente contro le criticità economiche e burocratiche che stanno mettendo in ginocchio l’intero settore della pesca locale.
All’iniziativa hanno preso parte il sindaco di Mola di Bari, Giuseppe Colonna, il consigliere comunale Matteo Ranieri e il consigliere regionale (oltre che presidente della commissione Bilancio alla Regione Puglia) Ubaldo Pagano, ai quali i rappresentanti degli armatori e dei pescatori hanno esposto nel dettaglio le ragioni del loro disagio.
L’impatto del caro gasolio e il gap con le normative europee
Al centro delle rivendicazioni vi è innanzitutto il costante aumento del costo del carburante. Il caro gasolio continua a erodere i margini d’impresa, riducendo a zero la redditività delle uscite in mare e rendendo insostenibile la gestione quotidiana dei motopesca.
A questo si aggiunge la profonda insoddisfazione per un quadro normativo ritenuto penalizzante: le marinerie denunciano l’imposizione di regolamenti europei pensati per i mari del Nord, la cui applicazione rigida e indiscriminata risulta del tutto inadatta alle peculiarità della pesca tradizionale e a strascico nel Bacino del Mediterraneo.
I ritardi sui ristori del fermo biologico: bloccati i fondi 2024
Uno dei punti più caldi dell’incontro riguarda le lungaggini burocratiche nell’erogazione dei contributi previsti per il fermo biologico. La categoria sottolinea una situazione di estremo ritardo finanziario: gli armatori sono infatti ancora in attesa dell’erogazione del ristoro relativo all’anno 2024, mentre la stagione di stop temporaneo obbligatorio del 2026 si avvia ormai verso la conclusione. Un’attesa pluriennale che priva le imprese di liquidità vitale nei mesi di inattività forzata.
Il nodo della licenza a punti e l’esclusione dai fondi FEAMPA
Oltre ai ritardi sui pagamenti, la marineria pugliese contesta con forza il meccanismo sanzionatorio legato alla licenza a punti. Attualmente, in caso di infrazione considerata “grave” con conseguente decurtazione di punti sia sulla licenza di pesca sia sul libretto del comandante, scattano sanzioni accessorie ritenute sproporzionate.
Nello specifico, gli armatori evidenziano che:
- La presenza di un verbale grave comporta la perdita automatica dei ristori per il fermo biologico;
- Viene disposta l’impossibilità di accedere ai finanziamenti FEAMPA (Fondo Europeo per gli Affari Marittimi, la Pesca e l’Acquacoltura);
- Tali esclusioni rimangono valide anche dopo aver saldato regolarmente la sanzione pecuniaria, configurando una duplice e prolungata penalizzazione economica per le imprese del territorio.
I rappresentanti istituzionali intervenuti hanno raccolto il dossier presentato dai lavoratori del mare, assicurando l’impegno ad avviare un’interlocuzione con la Regione Puglia e i ministeri competenti per sollecitare lo sblocco immediato delle spettanze arretrate e la revisione dei criteri di accesso ai fondi europei.





