La bomba d’acqua ha causato smottamenti sulla tratta Bari-Lecce e danni ingenti nell’agro. Il sindaco Annese valuta lo stato di calamità, mentre Scianaro (FdI) e Amati battibeccano sulle criticità della struttura sanitaria.
MONOPOLI – Una notte di lavoro ininterrotto e grande apprensione quella vissuta tra il 21 e il 22 ottobre dal Comando provinciale dei Vigili del Fuoco di Bari, a causa di un violentissimo nubifragio che si è abbattuto con particolare forza sul territorio di Monopoli. Una vera e propria bomba d’acqua, non preannunziata da alcuna allerta meteo ufficiale, ha messo in ginocchio le zone rurali e litoranee, provocando il cedimento degli argini di un canale a Lamalunga, l’allagamento di abitazioni e strade, e pesanti ripercussioni sulle infrastrutture sanitarie e di trasporto.
Soccorsi nella notte: passeggeri evacuati e turisti messi in salvo
Gli interventi d’emergenza hanno visto i soccorritori impegnati su più fronti critici. Tra i fatti più rilevanti, il blocco di un convoglio ferroviario sulla linea Bari-Lecce, fermatosi tra Fasano e Monopoli a causa di uno smottamento di fango e detriti sulla sede viaria. I passeggeri sono stati tratti in salvo e trasferiti in sicurezza.
Momenti di forte ansia si sono registrati anche nelle campagne, dove i soccorritori acquatici del corpo sono dovuti intervenire con un gommone per trarre in salvo una famiglia di turisti francesi, rimasta bloccata all’interno di una masseria completamente circondata dalle acque. Tra le operazioni di soccorso si segnala anche il recupero di un anziano trovato aggrappato ad una recinzione, ormai stremato e trascinato dalla forza della corrente. Le operazioni di prosciugamento tramite idrovore continuano per tutta la giornata. Fortunatamente, non si registrano feriti o vittime.
Infrastrutture in tilt: riaperta la Bari-Lecce con ritardi e cancellazioni
L’ondata di fango e l’allagamento dei binari tra Monopoli e Fasano hanno costretto Rete Ferroviaria Italiana a sospendere la circolazione sulla Bari-Lecce per tutta la serata e la notte del 21 ottobre. Grazie al lavoro congiunto delle squadre tecniche di RFI, intervenute con mezzi speciali, la circolazione sulla tratta è ripresa alle ore 6.30 di questa mattina, 22 ottobre. Tuttavia, la riprogrammazione del servizio comporta tuttora ritardi, cancellazioni e limitazioni di percorso per diversi treni in transito.
Il bilancio del Sindaco: «Valutiamo la richiesta di stato di calamità»
Il primo cittadino di Monopoli, Angelo Annese, ha espresso vicinanza alla popolazione e ringraziato Polizia Locale,Protezione Civile e Vigili del Fuoco per il dispiegamento di forze:
«Un evento di questa intensità è stato difficile da prevedere, anche considerando che non era stata diramata alcuna allerta meteo. Una quantità d’acqua così elevata ha messo in difficoltà il nostro territorio, in particolare l’agro e la fascia litoranea. Esprimo la mia vicinanza a chi ha subito danni ingenti. Stiamo valutando la possibilità di richiedere il riconoscimento dello stato di calamità naturale per accedere ai fondi di sostegno».
Annese ha speso parole di apprezzamento anche per il personale sanitario del Nuovo Ospedale Monopoli-Fasano, che si è coordinato tempestivamente per asciugare e mettere in sicurezza i locali interrati invasi dall’acqua, garantendo la continuità assistenziale senza disservizi per i ricoverati.
Allagamenti al Nuovo Ospedale: esplode la polemica politica
L’ingresso dell’acqua all’interno del polo ospedaliero da 250 milioni di euro ha riacceso le polemiche istituzionali relative ai difetti strutturali dell’opera.
Il consigliere regionale di Fratelli d’Italia, Antonio Scianaro, ha annunciato la richiesta di un’audizione urgente in Commissione Sanità e Bilancio:
«Il Nuovo Ospedale Monopoli-Fasano ha presentato, per l’ennesima volta, fenomeni di allagamento. Al netto degli eventi straordinari, non possiamo rassegnarci al ripetersi di questa criticità in una struttura costata circa 250 milioni di euro. È necessario fare piena chiarezza su eventuali errori progettuali o carenze nella realizzazione. A distanza di cinque mesi dal trasferimento dal San Giacomo, restano criticità inaccettabili».
Di diverso avviso l’ex assessore regionale Fabiano Amati, tra i principali sostenitori della realizzazione della struttura sanitaria:
«È vero, l’ospedale l’ho voluto io e lo rivendico nella buona e nella cattiva sorte. L’allagamento ha riguardato una parte dei piani interrati, ma l’attività assistenziale non si è interrotta nemmeno per un minuto. Bisogna scindere l’eccezionalità del clima dai difetti costruttivi, sui quali peraltro io stesso ho presentato in passato esposti alla Procura e alla Corte dei Conti contro il RUP e l’impresa. Invece di fare speculazioni per raccogliere like sulle foto dei pavimenti bagnati, ci si mobiliti con la stessa foga per chiedere l’attivazione di Emodinamica, Pneumologia e Psichiatria».
L’evoluzione delle operazioni di ripristino nelle aree rurali e l’iter relativo alla richiesta dello stato di emergenza rimangono sotto il costante monitoraggio delle autorità cittadine e regionali.





