Lecce, pienamente operativo il nuovo reparto universitario di Chirurgia Vascolare: una sinergia tra ASL e UniSalento per l’eccellenza sanitaria

È ora pienamente operativo il reparto universitario di Chirurgia Vascolare del DEA “Vito Fazzi” di Lecce, diretto dal professor Enrico Maria Marone, figura di spicco della chirurgia vascolare italiana. Ospitato al terzo piano del Dea, il reparto rappresenta un tassello fondamentale nella collaborazione tra ASL Lecce e Università del Salento, nata nell’ambito del Corso di Laurea MedTec e destinata a evolversi nella futura azienda ospedaliera universitaria salentina.

Attivo da alcuni mesi, il team del professor Marone ha già eseguito interventi di alta complessità con risultati eccellenti, mentre da oggi può accogliere i pazienti nelle camere di degenza, completando l’operatività del reparto. Le attività riguardano l’intero spettro delle patologie vascolari: aneurismi, dissezioni aortiche, arteriopatie periferiche, malattie cerebrovascolari, trombosi, embolie e ulcere vascolari, oltre alla diagnostica non invasiva con ecocolorDoppler. L’obiettivo è duplice: prevenire complicanze gravi come ictus o amputazioni e migliorare la qualità di vita dei pazienti cronici, attraverso tecniche chirurgiche tradizionali e mini-invasive.

Alla visita istituzionale di ieri hanno partecipato il rettore Fabio Pollice e il direttore generale ASL Stefano Rossi, che hanno incontrato personale e pazienti. “Il reparto – ha sottolineato Pollice – è il primo frutto concreto della collaborazione tra UniSalento e ASL Lecce: un passo decisivo verso un polo integrato di didattica, ricerca e assistenza”.

Rossi ha definito l’avvio della Chirurgia Vascolare “un segno tangibile del rapporto sinergico tra ASL e Università, un passo avanti di rilievo per il Vito Fazzi e per l’intera offerta sanitaria salentina”. Il nuovo reparto colma infatti una lacuna storica nel sistema sanitario pubblico della provincia di Lecce, che finora non disponeva di un servizio specialistico di questo livello.

Un risultato che proietta il Dea di Lecce verso un modello ospedaliero moderno, fondato sulla collaborazione tra clinica e ricerca, e che segna l’inizio di una nuova stagione per la sanità universitaria in Puglia.

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