Per far funzionare un qualunche luogo d’interessare, può essere questi un museo, una galleria d’arte, un parco, necessario è un centro servizi. È in conseguenza a tale logica che a Monopoli sorge, a supporto delle iniziative di Lama Belvedere, un immobile prossimo al ponte di via Verdi, una struttura architettonicamente di poco pregio, ma di grande utilità. Dovunque, la sussistenza di un parco è legata alla presenza di un infopoint che possa fornire materiale illustrativo, accompagnatori per scolaresche e per visitatori, un punto ristoro, servizi igienici. L’immobile, terminato da anni, era in attesa di un ente gestore che si occupasse principalmente degli annessi obiettivi e che “guidasse” monopolitani e turisti alla scoperta e fruizione del Parco.
La prospettiva cambia al momento del secondo insediamento del sindaco Angelo Annese, quando nelle linee di mandato (2023-2028) compare per la prima volta la diversa destinazione del centro servizi per cui l’immobile accoglierebbe gli E-Sports. I consiglieri di minoranza sollevano da subito la snaturizzazione del contenitore, ma gli si presta poco ascolto. A due anni di distanza – senza avviare alcun percorso partecipato, senza alcuna condivisione con la città, senza alcun confronto con le associazioni – il sindaco e la giunta comunale danno concretezza all’idea e approvano la delibera per la realizzazione e la gestione di un centro e-sports.
Associazioni e partiti, allarmati, scrivono una lettera aperta indirizzata agli organi di governo per un confronto e un dialogo, chiarendo di non avere preclusioni e pregiudizi nei confronti della nuova idea, ma solo la preoccupazione che si vanifichi l’obiettivo per cui è stato costruito il centro servizi e cioè il funzionamento del parco di Lama Belvedere. E che un altro spazio pubblico venga sottratto alla collettività.
La lettera aperta, inviata a sindaco e giunta, e diffusa anche tramite gli organi di stampa e i social, non ha sortito alcuna risposta su un possibile incontro. Anzi, quasi fosse una sberla, sono stati pubblicati sull’albo pretorio del Comune la determina e l’avviso pubblico (circostanziatissimo) per la realizzazione e la gestione del centro E-Sports. Ignorare la richiesta di dialogo di un numero crescente di associazioni e gruppi politici oltre il richiamo alla destinazione originaria, da sempre statuita, del centro servizi, è un’azione molto grave e conferma il modo solitario di agire dell’attuale amministrazione.
Un’occasione persa perché quando si parla di aree verdi e della loro funzionalità, di spazi pubblici e di bene comune, un percorso condiviso, aperto e partecipato è fondamentale. Il gruppo dei firmatari, tra cui anche l’associazione San Marco APS, vuole ribadire a gran voce e pubblicamente la richiesta ufficiale di incontro con sindaco e giunta. “Continueranno ad ignorarci? Noi, continueremo a credere che ascoltare i cittadini e le cittadine sia un dovere istituzionale e non una semplice concessione.”
Riavvolgendo il nastro e ripercorrendo i fatti, il corridoio ecologico di Lama Belvedere è protagonista da più di 25 anni di una storia complessa, che ha visto agire 5 Amministrazioni comunali e il comitato spontaneo e politicamente trasversale per il Parco nella Lama, accanto al quale hanno operato altre associazioni, singoli cittadini, istituti scolastici. La trama è andata avanti per arresti e accelerazioni, ha vissuto momenti di costruzione e progettazione collettiva alternati, purtroppo, a tempi morti. La difficoltà è dettata dalle prospettive diverse con cui si muovono i cittadini e i governanti. Quella del verde urbano, è una necessità sempre più sentita dagli abitanti, che cercano rifugio dall’inquinamento e dal cemento e luoghi per giocare, leggere, svagarsi. Lama Belvedere, valorizzata nel primo tratto, è stata poco capita e apprezzata proprio nella zona più interessante: quella più naturalistica.




