Sciopero alla MERMEC dopo la cessione a Siemens: sindacati in presidio, l’azienda rassicura su occupazione e sedi

Circa 200 lavoratori incrociano le braccia davanti allo stabilimento di via Oberdan. La dirigenza risponde: «Strategia di crescita, tutelate le sedi e l’occupazione». 

MONOPOLI – Circa 200 lavoratori in sciopero questa mattina davanti ai cancelli della sede MERMEC di via Oberdan, a Monopoli. Quattro ore di astensione dal lavoro, dalle 9 alle 13, per chiedere garanzie e trasparenza sul futuro occupazionale e industriale del gruppo a seguito dell’accordo per la cessione di alcune attività al colosso tedesco Siemens.

La mobilitazione sta coinvolgendo l’intera rete degli stabilimenti italiani della società: per la giornata di domani è infatti prevista la protesta delle maestranze di Matera.

Le preoccupazioni dei sindacati e la protesta ai cancelli

A spiegare le ragioni del presidio sono i rappresentanti sindacali aziendali di FIM, FIOM e UILM, giunti alla mobilitazione dopo il mancato confronto al Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT).

«Negli ultimi mesi ci siamo sentiti messi in disparte. Le notizie sono arrivate dalla stampa o da indiscrezioni, senza comunicazioni ufficiali che potessero rassicurarci», afferma Benedetto Lorusso (RSU UILM), esprimendo forte preoccupazione per le prospettive delle sedi di Monopoli, Matera e degli altri siti italiani ed esteri.

Un quadro di incertezza ribadito da Paola Altieri (RSU FIOM), che evidenzia come la questione riguardi un’ampia rete lavorativa distribuita sul territorio nazionale, compreso il futuro della Ferrosud a Matera. «L’operazione coinvolge circa 1.700 lavoratori e diverse regioni italiane. Le rassicurazioni verbali non bastano: chiediamo un confronto e garanzie concrete», aggiunge Giuseppe Pecorella (RSU FIM-CISL), contestando l’assenza del management all’incontro ministeriale del 20 ottobre.

Dello stesso avviso Michele Cuccovillo (RSU FIOM), il quale precisa che lo sciopero punta a ottenere chiarezza sulle condizioni del cambiamento, a fronte di maestranze pronte a garantire impegno anche dopo il passaggio di proprietà.

La risposta di MERMEC: «Prospettiva di crescita, tutelati lavoratori e sedi»

Alle sollecitazioni delle parti sociali è giunta la presa di posizione ufficiale della MERMEC, che ribadisce la natura strettamente strategica e industriale dell’operazione concordata con Siemens Mobility.

L’accordo riguarda la diagnostica, l’analisi dei dati ferroviari a livello globale e il segnalamento ferroviario in Italia — perimetro che nel 2025 ha registrato ricavi per 430 milioni di euro con circa 1.700 collaboratori, con chiusura dell’operazione prevista entro la fine del 2026.

L’azienda sottolinea come l’ingresso del maggiore player industriale d’Europa rappresenti «un’importante prospettiva di crescita e valorizzazione delle competenze» e smentisce qualsiasi ripercussione negativa su livelli occupazionali, trattamenti economici, condizioni di lavoro e mantenimento delle sedi, precisando di aver rifiutato l’invito al MIMIT del 20 ottobre in quanto convocato come “tavolo di crisi”. L’azienda ricorda di non aver mai fatto un’ora di cassa integrazione in 46 anni e di continuare a crescere e assumere.

L’affondo politico: «Silenzio delle istituzioni locali»

Al presidio davanti ai cancelli dello stabilimento hanno preso parte anche i consiglieri comunali di Sinistra Italiana – Manisporche, Maria Angela Mastronardi e Angelo Papio, che attraverso una nota congiunta hanno espresso solidarietà alle maestreanze e criticato l’atteggiamento dell’amministrazione locale.

«Mentre davanti ai cancelli si consumava lo sciopero, le istituzioni cittadine di Monopoli si sono ben guardate dall’essere presenti o dall’ascoltare le ragioni dei lavoratori. Un’assenza politica e umana del tutto ingiustificabile», denunciano i consiglieri. I rappresentanti dell’opposizione sottolineano il valore dei oltre 500 dipendenti della sola sede di Monopoli— tra cui ingegneri e tecnici altamente specializzati — e chiedono «il ritorno dell’azienda al tavolo ministeriale, la presentazione di un Piano Industriale vincolante e un’assunzione di responsabilità diretta da parte del Comune di Monopoli a tutela del più importante polo tecnologico e occupazionale della città».

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