Il Capocollo di Martina Franca è IGP: Storico Riconoscimento UE per l’Eccellenza Pugliese

Il Capocollo di Martina Franca ha ottenuto ufficialmente il riconoscimento europeo dell’Indicazione Geografica Protetta (IGP), portando a 11 le eccellenze agroalimentari protette della Puglia.

MARTINA FRANCA – Dopo un iter burocratico e tecnico durato oltre sei anni, la tradizione della norcineria della Valle d’Itria conquista la massima tutela europea. Questo traguardo storico difende l’autenticità di un prodotto unico, ne protegge la filiera contro le imitazioni e valorizza il patrimonio culturale e gastronomico del territorio.

Un percorso lungo sei anni per proteggere la tradizione

L’ottenimento della denominazione IGP rappresenta il coronamento di un cammino complesso, segnato da rigorosi passaggi istruttori, superati grazie alla tenacia dei produttori e del Consorzio di tutela.
La tutela europea giunge a salvaguardia di un metodo di lavorazione artigianale inimitabile, legato a doppio filo all’ecosistema della Valle d’Itria — da Martina Franca fino a Locorotondo e Cisternino. Elementi chiave come i boschi di fragno, il microclima collinare, la marinatura nel vino cotto e la maestria dei salumieri locali trovano finalmente una protezione ufficiale contro le contraffazioni.

Il ruolo delle istituzioni e della rete territoriali

Per rafforzare e promuovere le produzioni di qualità, la Regione Puglia punta sul Tavolo permanente del partenariato territoriale delle comunità dell’agroalimentare, della cultura del cibo e del suo territorio. Questo strumento consentirà di creare sinergie tra i Consorzi di tutela e mettere in rete competenze per dare massima visibilità ai prodotti tipici pugliesi sui mercati internazionali.

Una nuova fase per la filiera suinicola della Valle d’Itria

L’assegnazione del marchio europeo non costituisce un punto di arrivo, ma l’avvio di una nuova stagione per il comparto. La denominazione IGP permetterà di:
• Tutelare l’autenticità: Protezione legale immediata contro frodi e imitazioni sui mercati italiani ed esteri.
• Rilanciare la filiera locale: Incentivo economico per gli allevamenti e i laboratori artigianali della Valle d’Itria.
• Promuovere il territorio: Valorizzazione dell’offerta enogastronomica e turistica legata alla cultura del cibo pugliese.

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