Taranto in piazza: in migliaia chiedono la chiusura dell’ex ILVA, le bonifiche e la riconversione verde

Migliaia di cittadini, associazioni e lavoratori si sono radunati a Taranto per manifestare contro la monocultura dell’acciaio e pretendere la chiusura dell’ex ILVA, l’avvio immediato delle bonifiche e un nuovo piano di sviluppo sostenibile. La mobilitazione civica organizzata da “Onda del Futuro”, in cui confluiscono numerosi gruppi e associazioni attive sul territorio per chiedere la chiusura dell’ex Ilva e tutelare l’ambiente è partita da piazzale Democrate intorno alle 17:15 in un clima di forte partecipazione e commozione.

​La mobilitazione: uniti contro il ricatto tra salute e lavoro

​La manifestazione di Taranto ha rimesso al centro del dibattito pubblico la necessità di superare lo storico conflitto tra tutela ambientale e occupazione. I manifestanti hanno sfilato lungo le vie principali della città per rivendicare l’applicazione dei principi fondamentali della Costituzione Italiana su tutela della salute, salvaguardia dei diritti dell’uomo, tutela dell’ambiente e diritto al lavoro nel rispetto della salute e della sicurezza.

​Le 5 richieste chiave della piazza

​La protesta si è trasformata in una proposta concreta indirizzata alle istituzioni regionali e nazionali attraverso un’agenda chiara:

​Chiusura del polo siderurgico: Stop definitivo alla produzione inquinante con contestuale avvio della decontaminazione e riconversione delle aree industriali.

​Bonifica del SIN di Taranto: Interventi urgenti e sistematici sull’intero Sito di Interesse Nazionale con risorse adeguate, responsabilità definite e tempi certi.

​Piano Speciale dello Stato: Risarcimento per i danni subiti dalla provincia di Taranto mediante investimenti strutturali nella sanità pubblica, nella scuola, nei servizi e nell’ambiente.

​Tutela e riqualificazione dei lavoratori: Programmi di formazione e sviluppo di competenze green per impiegare le maestranze dell’ex ILVA nei cantieri della bonifica e nei settori emergenti.

​Rilancio economico e culturale: Diversificazione del tessuto produttivo locale per offrire opportunità concrete alle nuove generazioni, valorizzando le vocazioni storiche del territorio.

​Oltre l’acciaio: la pianificazione del futuro

​Chiudere il polo siderurgico e bonificare i suoli rappresenta solo la prima tappa di un percorso più ampio. La comunità tarantina chiede di trasformare l’area industriale in un cantiere permanente di innovazione, ricerca scientifica e transizione ecologica.

Onda del Futuro ha ribadito il carattere del corteo come iniziativa civica e trasversale, del tutto indipendente da logiche di partito. Presenti anche rappresentanti sindacali, desiderosi di testimoniare la vicinanza alla città.

​L’obiettivo della piazza è affrancare definitivamente la città dalla dipendenza dalla grande industria pesante per costruire un’economia moderna, sostenibile e rispettosa della vita umana.

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