Monopoli, “Tre volte Lucy” riflette sul “Per sempre”: Telmo Pievani racconta l’evoluzione della vita

MONOPOLI – Che cosa significa “per sempre” per una specie che è il risultato di miliardi di anni di cambiamenti? È una delle domande al centro di “Tre volte Lucy”, il festival culturale che fino al 19 ottobre anima la Biblioteca civica Prospero Rendella e il Teatro Radar. La manifestazione, realizzata con il sostegno dell’Assessorato alla Cultura del Comune di Monopoli e in collaborazione con la Rendella, il Teatro Radar e i Teatri di Bari, propone incontri tra letteratura, scienza, arte, musica e moda.

La prima giornata ha visto tra i protagonisti il filosofo della scienza ed evoluzionista Telmo Pievani, che ha accompagnato il pubblico in una riflessione sul rapporto tra evoluzione, finitudine e desiderio umano di eternità.

Per spiegare il cambiamento, Pievani ha invitato a immaginare i tre miliardi e mezzo di anni della vita sulla Terra compressi in un calendario di dodici mesi. In questa scala, le prime forme viventi compaiono il primo gennaio, mentre per arrivare agli organismi pluricellulari bisogna attendere quasi la fine dell’anno. Un modo per comprendere quanto sia lunga la storia della vita e quanto l’evoluzione sia un processo fatto di ramificazioni e possibilità, non una marcia lineare verso un risultato prestabilito.

Lo scienziato ha collegato questa prospettiva anche alla comprensione dei fenomeni attuali, citando il cancro come esempio di cellule che sfuggono alle regole della cooperazione all’interno di un organismo. L’evoluzione, ha spiegato, aiuta a leggere il presente, ma non elimina le domande ancora aperte.

Il tema del “per sempre” si è poi spostato sulla mente umana: il desiderio di immaginare qualcosa che sopravviva al cambiamento e alla morte. Pievani ha raccontato anche l’osservazione di un gruppo di gorilla raccolto attorno al corpo di un maschio dominante morto naturalmente, in una scena simile a una veglia, interrogandosi sul rapporto tra gli animali, la morte e la consapevolezza della perdita.

«Per sempre» è il filo conduttore dell’intero festival, come ha ricordato l’assessora alla Cultura Rosanna Perricci. Il programma attraversa linguaggi e prospettive differenti: dagli incontri con gli studenti sui videogiochi violenti e le origini della guerra, fino agli appuntamenti con Irene Graziosi e Daniela Colli. Nei prossimi giorni sono attesi altri incontri, con la partecipazione anche dello stilista Antonio Marras e, in chiusura, dell’ideatore e direttore artistico Nicola Lagioia insieme a Gianmario Pilo.

Quattro giorni per interrogarsi su ciò che passa e su ciò che resta, mettendo in dialogo scienza e cultura.

error: Contenuto protetto