Piano Nazionale Aeroporti 2026-2035, la Puglia si prende la scena: Bari hub internazionale, Grottaglie spazioporto e nodo cargo. Ma su Taranto resta il nodo voli civili

Il nuovo Piano Nazionale Aeroporti 2026-2035 presentato a Roma dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ridisegna il futuro del trasporto aereo italiano e assegna alla Puglia un ruolo strategico nel sistema aeroportuale nazionale. Una centralità che arriva mentre gli scali pugliesi continuano a registrare numeri record di traffico passeggeri e che riaccende il dibattito sul futuro dell’aeroporto “Marcello Arlotta” di Grottaglie.

Il documento programmatico del Governo punta su sostenibilità, innovazione, intermodalità e integrazione delle reti aeroportuali. In questo quadro, la rete pugliese viene indicata come modello nazionale, riconosciuta come la prima e unica rete aeroportuale italiana ad aver completato il percorso normativo previsto dalla direttiva europea sui network aeroportuali.

Bari consolida il proprio ruolo di aeroporto internazionale del Mezzogiorno e del Mediterraneo, Brindisi viene valorizzato per lo sviluppo delle torri digitali e del controllo remoto del traffico aereo, Foggia torna ufficialmente tra gli aeroporti strategici nazionali, mentre Grottaglie viene individuato come scalo di riferimento per il cargo e primo spazioporto nazionale destinato alle attività aerospaziali.

Una scelta che proietta lo scalo ionico in una dimensione futuristica legata all’aerospazio, alla logistica avanzata e alle nuove tecnologie. Non è la prima volta che il nome di Grottaglie viene associato ai voli spaziali: già negli anni scorsi ENAC aveva avviato il percorso normativo per lo sviluppo dello spazioporto pugliese.

Ma proprio attorno all’aeroporto Arlotta si concentra il dibattito politico e territoriale. Da un lato c’è soddisfazione per il riconoscimento nazionale della vocazione cargo e aerospaziale dello scalo, dall’altro resta forte la richiesta di attivare finalmente voli civili di linea per passeggeri.

Il sindaco di Taranto Piero Bitetti parla di “grande occasione” per il territorio ionico. “L’Arlotta è destinato a diventare punto di riferimento per il cargo e primo spazioporto nazionale – dichiara –. Ciò conferma la validità della nostra battaglia per attribuire all’aeroporto grottagliese l’importanza che merita”. Il primo cittadino sottolinea anche le possibili ricadute economiche in termini di ricerca aerospaziale, investimenti e turismo, ribadendo la volontà del Comune di sostenere il percorso insieme alla Regione Puglia e agli attori del territorio.

Più critica invece la posizione del consigliere regionale del Partito Democratico Cosimo Borraccino, che contesta il fatto che il Piano nazionale continui a non prevedere voli di linea passeggeri da Grottaglie. “Taranto non può continuare a essere penalizzata e priva di un collegamento aereo civile”, afferma, ricordando gli investimenti infrastrutturali effettuati negli ultimi anni: rifacimento della pista di rullaggio, ampliamento del piazzale aeromobili, riqualificazione degli hangar, nuova bretella stradale di collegamento e il completo rifacimento del terminal passeggeri finanziato nel 2019 con nove milioni di euro regionali.

Secondo Borraccino, proprio il completamento del terminal potrebbe finalmente aprire la strada all’avvio dello scalo passeggeri. Una battaglia che il territorio tarantino porta avanti da anni e che si intreccia con le prospettive dei Giochi del Mediterraneo e con la transizione economica e industriale dell’area ionica.

Sul tema interviene anche CONFAPI Taranto, che nei giorni scorsi aveva lanciato un appello forte sul futuro dello scalo. Per l’associazione delle piccole e medie imprese, “Taranto oggi è lontana da tutto” e senza un aeroporto pienamente operativo rischia di restare ai margini delle nuove traiettorie di sviluppo del Paese.

Secondo CONFAPI, l’aeroporto non rappresenta soltanto un’infrastruttura, ma un nodo strategico capace di incidere su investimenti, occupazione, turismo, logistica e competitività delle imprese. L’associazione chiede quindi un tavolo permanente con Regione, Aeroporti di Puglia, imprese e istituzioni per definire una strategia concreta e condivisa sul futuro dello scalo.

Il dibattito arriva in un momento particolarmente positivo per il sistema aeroportuale pugliese. I dati diffusi da Aeroporti di Puglia confermano infatti una crescita significativa del traffico aereo regionale.

Nei primi quattro mesi del 2026 gli aeroporti pugliesi hanno superato i 3 milioni di passeggeri tra arrivi e partenze, con una crescita del 7,7% rispetto allo stesso periodo del 2025. Solo nel mese di aprile Bari, Brindisi e Foggia hanno registrato oltre un milione di passeggeri, con un incremento dell’11,3% rispetto all’anno precedente.

Particolarmente rilevante la crescita dei voli internazionali, aumentati del 19,5% su base annuale, mentre Brindisi segna il dato più alto con un incremento del 21,7% nei passeggeri internazionali.

Numeri che confermano il rafforzamento strategico degli aeroporti pugliesi nel panorama nazionale e internazionale e che, inevitabilmente, alimentano le aspettative del territorio tarantino.

Il Piano Nazionale Aeroporti sembra quindi disegnare per la Puglia un futuro sempre più centrale nel trasporto aereo italiano: una rete integrata in cui ogni scalo avrà una funzione specifica. Ma mentre Bari, Brindisi e Foggia consolidano il traffico passeggeri, su Grottaglie resta aperta la sfida più delicata: trasformare uno scalo dalle enormi potenzialità industriali e aerospaziali anche in un aeroporto realmente connesso ai bisogni quotidiani del territorio ionico.

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