Alberobello, abbandono rifiuti in strada: attive le video trappole. Inasprite le pene fino al carcere

Una stretta arriva da parte dell’Amministrazione comunale di Alberobello contro i trasgressori che imbrattano muri, beni culturali, abbandonano rifiuti in strada. Si approfitta anche di un sistema normativo aggiornato e modificato con l’ultimo decreto del 9 Agosto scorso nel quale le sanzioni sono state inasprite da multe salatissime, in alcuni casi c’è la sospensione della patente di guida o addirittura, nei reati più gravi, la reclusione in carcere.

Nella conferenza stampa svolta due giorni fa a Palazzo di Città, l’Assessorato all’Ambiente del Comune di Alberobello ha inteso informare i cittadini dell’installazione sul territorio comunale (urbano e rurale) di un sistema di video trappole finalizzato alla tutela e controllo della città e per prevenire reati contro l’ambiente. L’obiettivo principale secondo l’assessore Luca De Felice è diffondere un messaggio costruttivo che “sia la base di una società civile, evoluta e non solo dal punto di vista del decoro, della bellezza, della fortuna di vivere in un territorio così bello e ricco di vegetazione”.

Nell’incontro dei giorni scorsi sono stati illustrati i risultati ottenuti mediante un lavoro congiunto fra Polizia locale e ufficio comunale all’Ambiente, nonché in sinergia con altri membri della maggioranza a cominciare dal sindaco Francesco De Carlo.

Alberobello fortunatamente viene conservata dai cittadini con una certa cura. Secondo l’assessore De Felice, non è un paese eccessivamente sporco, degradato. Perciò si è messo su un servizio di pulizia e monitoraggio che sarà gestito dalla società affidataria, la Raymond System. Uno strumento concreto per difendere l’ambiente e tutelare la salute di tutti i cittadini.

Chi abbandona rifiuti sul ciglio della strada rifiuti non pericolosi, ad esempio i comuni sacchetti dei rifiuti domestici, può ricevere sanzioni molto pesanti che possono arrivare ad un massimo di 18 mila euro (se la violazione è commessa da un privato cittadino) e addirittura fino a 26 mila euro se la violazione è commessa dal titolare di una impresa. In caso questi rifiuti vengano abbandonati in aree pericolose o contaminate, la pena può arrivare fino a 5 anni di arresto.

Una rilevante novità contenuta nel nuovo decreto ministeriale è la possibilità di applicare, in presenza di violazioni accertate, le sanzioni accessorie previste dal codice della strada, per cui oggi chi si rende responsabile di abbandono di rifiuti può andare incontro anche alla confisca del proprio veicolo (se la violazione è stata commessa con l’auto privata) e la sospensione della patente di guida, come predetto, fino ad un tempo massimo di 9 mesi.

Il servizio

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