L’EDITORIALE di Giuseppe Spalluto
Ci risiamo! Ogni anno (per l’esattezza due volte l’anno ndr) finisce che qualche membro del Comitato Festa Patria di Monopoli tenta di ostruire il lavoro degli operatori dell’informazione. Non per tutti però. Perché all’emittente televisiva locale che svolge il servizio della diretta (finanziata dal Comune di Monopoli con €.2196,00 Iva Inclusa cadauna ndr) viene concesso qualsiasi cosa. Compreso la possibilità di muoversi liberamente e indisturbati nel corridoio centrale (diversamente per gli altri blindato) ed un loro cineoperatore arriva addirittura dal mare sulla zattera della Madonna della Madia riprendendo il quadro dalla prospettiva più esclusiva.

Ieri sera, durante la saga a mare dell’approdo sulla zattera del quadro di Maria SS. della Madia nel porto di Monopoli si è provato ancora una volta ad oscurare il lavoro della stampa (quell’altra). Così come negli anni passati. Ma quasi sempre gli è andata male a chi è incaricato ad occuparsi della gestione dell’ordine. E’ una vecchia storia ormai questa ma ci sono ancora gli ostinati a non voler comprendere che sotto alla cenere c’è un falò che se viene alimentato dall’improvvisazione o dalla perseveranza di qualcuno può diventare una bomba ad orologeria. Ed ogni volta che si verifica questo tentativo, la bomba scoppia e accadono le scene viste ieri sera: appena la processione ha raggiunto il porto per attendere l’arrivo dal mare del quadro, per sedare gli animi arroventati dall’ingiusta decisione che non si sa (quasi) mai da chi parte il comando, il presidente del Comitato Festa Patria Flavio Petrosillo ha ordinato l’immediata apertura delle transenne e ha fatto passare tutti i giornalisti nella zona “exclusive“. Ci era stato riferito come spiegazione dell’interdizione che “i sacerdoti della Cattedrale non vogliono vedere tutti i giornalisti e fotografi scorrazzare mentre si attende la zattera“. E allora perché si concedono tutti quei pass stampa? Ci viene da porre come prima domanda. La questione ha radici ben più profonde.

Chi vi scrive a gennaio 2026 compirà 20 anni di attività nel campo dell’informazione e a settembre 2026 saranno 15 anni dal conseguimento dell’iscrizione nell’Albo dei Pubblicisti presso l’Ordine dei Giornalisti della Puglia. Dopo vent’anni, non credete che un giornalista abbia l’esperienza e meriti il rispetto per il ruolo sociale e pubblico che svolge, specie per una città come Monopoli? Dobbiamo ancora elemosinare, dopo tutti questi anni, riconoscimenti che la politica cittadina ignora (ma non chiedo certo il Premio della Città per questo ndr) e che invece i cittadini ce li affibbiano al petto come medaglie per come svolgiamo il nostro lavoro.
Però non tutti hanno questi requisiti. E intanto diamo pass stampa a la qualunque. Da anni il sottoscritto ha proposto al presidente Flavio Petrosillo soluzioni costruttive e migliorative per regolamentare lo spazio e l’accesso ai media. Appello rimasto inesaudito e inascoltato senza una motivazione plausibile. Non si può pensare di consentire a qualcuno di avere le immagini più belle e gli altri relegarli a spazi dove si dovrebbe sgomitare per poter effettuare riprese e fotografie dignitose e per poter dare la possibilità alla critica giornalistica di cogliere aspetti diversi di una festa religiosa così importante mediante i vari punti di vista dei cronisti arrivati sul posto.
Allora ci permettiamo di dare al Comitato Festa Patria quei suggerimenti che avremmo voluto sottoporre in una riunione di confronto che auspicavamo – e rilanciamo l’appello al presidente – potesse essere convocata con i giornalisti. Per ascoltare quali sono le défaillance organizzative, le esigenze dei giornalisti e le difficoltà riscontrate ad ogni edizione così da apportare correttivi migliorativi e urgenti. Perché non si può continuare ad ignorarli.

Per prima cosa va istituito un ufficio stampa diretto da un professionista della comunicazione (che abbia il tesserino e sufficiente esperienza nel campo dell’informazione ndr) che conservi ottimi rapporti con tutti i giornalisti delle varie testate; l’ufficio stampa deve dotarsi di un centro di produzione video (e che non sia costituito dal team di alcuna emittente locale) e di uno o più fotografi professionisti con evidenti e conclamate abilità nel fornire un prodotto di ottima qualità; le foto e i video devono essere inviati mediante i sistemi moderni alle testate giornalistiche che possono utilizzare il materiale multimediale ricevuto manlevandole da alcun tipo di copyright. Dunque, in merito a quest’ultimo punto, le testate giornalistiche devono poter svolgere il proprio lavoro liberamente senza incappare in pretese risarcitorie assurde derivanti dai soggetti scelti dal Comitato Festa Patria per svolgere la mansione di fotografo ufficiale. Nella fattispecie della diretta televisiva, sarà il centro di produzione individuato a fornire le coordinate e modalità alle televisioni di tutta la regione che manifesteranno la volontà di trasmettere l’evento religioso integralmente (ciò farebbe aumentare ulteriormente la visibilità su un evento religioso caratteristico come l’arrivo nel porto del quadro dell’icona bizantina proprio com’è stato realizzato per San Nicola a Bari). Il Comitato dovrà predisporre in loco, durante l’evento dell’approdo, delle postazioni riservate, presumibilmente allestendo una tribuna removibile, ai giornalisti delle testate che di volta in volta presentano istanza di accredito per seguire sul posto la saga a mare. In questa maniera non si pregiudicherebbe il commento giornalistico e la libertà al diritto di cronaca che ciascuna troupe effettuerebbe col proprio ospite alternando le immagini in diretta del centro di produzione con i servizi e i contenuti giornalistici realizzati a parte. Così come si fa nelle dirette tv allo stadio, in piazza San Pietro a Roma mediante il Centro Televisivo del Vaticano (al quale si collegano il tg5, tg1 e gli altri telegiornali) oppure negli eventi istituzionali di grossa portata come lo è stato il G7 in Puglia ad esempio.
Perché con i numeri di presenze turistiche che la Puglia registra ogni anno, non si può rimanere attaccati ad un format che poteva essere funzionale vent’anni fa. Bisogna pensare in grande. Anche perché i finanziamenti ci sono. Sono arrivati dalla Regione Puglia. Oggi la comunità clericale della Cattedrale e gli organizzatori membri del Comitato Festa Patria devono innanzitutto accettare il fatto che la città di Monopoli è seguita costantemente da più di una realtà giornalistica con dei professionisti che svolgono questo lavoro come attività principale. Poi devono (ancora) imparare a non cedere ai “corteggiamenti” della televisione locale che pensa di esistere in regime di monopolio. Dispiace deludere tutti ma dal 2023 la città di Monopoli ha una nuova emittente web ed è TvPuglia!





