Benedetti altare, ambone e sedia vescovile in una lunga messa nella Cattedrale di Monopoli

Una lunga messa, durata oltre due ore, è stata celebrata lunedì sera nella Cattedrale di Monopoli, officiata da S. E. il Vescovo Mons. Giuseppe Favale e dal rettore don Peppino Cito, durante cui si è voluto compiere il rito di dedicazione del nuovo altare, dopo i restauri realizzati recentemente, e si è benedetto il nuovo ambone. La scelta della data non è stata casuale: si ricorda nel 4 dicembre la ricorrenza dei 60 anni dalla chiusura della seconda sessione del Concilio Vaticano II da parte di Papa Paolo VI il quale promulgò la Sacrosanctum Concilium, correva l’anno 1963.

Il sindaco Angelo Annese ed il presidente Flavio Petrosillo nella prima fila, dall’altra parte

Alla solenne cerimonia vi era una nutrita presenza di fedeli, non soltanto appartenenti alla comunità parrocchiale dell’Unità pastorale della Cattedrale. Fra questi, diverse cariche civili e istituzionali a partire dal sindaco Angelo Annese e dal presidente del Comitato Festa Patria Flavio Petrosillo, seduti in prima fila a sinistra, accanto all’ex sindaco Walter Laganà. Dall’altra parte, tutti schierati i presidenti delle Confraternite monopolitane con indosso le mozzine colorate ed i medaglioni che simboleggiano la congregazione d’appartenenza. Sullo sfondo dell’altare, a fare da cornice, i sacerdoti delle parrocchie cittadine. I restauri sono stati progettati dall’architetto Domenico Capitanio, il quale ha funto da direttore durante i lavori, assieme allo staff di tecnici del suo studio composto dagli architetti Marika Baldassarre, Paola Alò e Vincenzo Alba.

i presidenti delle Confraternite di Monopoli seduti in prima fila

Invece, chi ha compiuto la messa in opera sono state le aziende Belfiore di Fasano, per la costruzione dell’altare, dell’ambone e della sedia del Vescovo, e l’azienda Pace di Monopoli, per i decori lignei su questi elementi e per le pedane che restituiscono l’immagine delle travi della zattera sulla quale è approdato al porto di Monopoli il quadro della Madonna della Madia. Non sarebbe stato possibile realizzare queste opere se non ci fossero stati dei benefattori. A loro è andato il grazie nei saluti finali del Rettore don Peppino. Ma c’è ancora qualcosa da rifinire e perciò l’esortazione del parroco a continuare a donare.

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