Ex Ilva e acciaio italiano: svolta decisiva dopo il doppio asse Senato-Palazzo Chigi

Intesa in 7 punti con i sindacati, ipotesi di partecipazione pubblica e piano per coinvolgere quattro colossi industriali per il rilancio di Taranto.

È stata una giornata nevralgica quella di ieri, destinata a tracciare le basi per il futuro dell’intera siderurgia italiana. Un doppio appuntamento decisivo ha segnato il passo: prima le audizioni al Senato sul nuovo decreto legge dell’ex Ilva, poi il tavolo di confronto tra Governo e parti sociali a Palazzo Chigi.

Il giudizio di Federacciai sul decreto

Durante il passaggio parlamentare al Senato — incentrato sulle misure per i dipendenti diretti, i lavoratori dell’indotto e le imprese in appalto — è arrivato l’apprezzamento del presidente di Federacciai, Antonio Gozzi.

Gozzi ha espresso una valutazione nel complesso favorevole al provvedimento, definendolo organico. Tra i passaggi giudicati con maggiore favore figura la norma che consente di mantenere gli impianti in riscaldo in attesa della pronuncia della Corte di Cassazione.

L’intesa a Palazzo Chigi: coinvolti quattro colossi industriali

Nel pomeriggio, il vertice di tre ore a Palazzo Chigi tra l’Esecutivo e le sigle sindacali si è concluso con la firma di un documento condiviso in sette punti.

La novità più rilevante riguarda la reindustrializzazione dell’area di Taranto: la Presidenza del Consiglio ha confermato di aver contattato quattro grandi gruppi industriali per invitarli a investire sul territorio:

  • Leonardo
  • Fincantieri
  • Ferrovie dello Stato
  • Rheinmetall Italia

L’obiettivo dichiarato è l’avvio di progetti a breve e lungo termine in grado di riassorbire una quota significativa di lavoratori.

Produzione sostenibile e tutele per l’indotto

Sul piano strettamente industriale, il Governo ha ribadito la volontà di garantire la continuità produttiva degli stabilimenti puntando su forni elettrici e impiantistica moderna, senza escludere una futura partecipazione pubblica.

Parallelamente, sono stati fatti passi avanti sul fronte degli ammortizzatori sociali:

  • Cassa integrazione estesa: l’Esecutivo valuterà modifiche in sede di conversione del decreto per garantire la copertura anche ai lavoratori dell’indotto.
  • Scivoli pensionistici: nella prossima manovra di bilancio si lavorerà a strumenti di uscita volontaria e pensionamento anticipato, a seguito del riconoscimento del ciclo integrale dell’acciaio come lavoro usurante.

La posizione dei sindacati e i prossimi step

Accolgono con cautela i risultati i sindacati dei metalmeccanici Fim, Fiom e Uilm, affermando che “la lotta ripaga” e che sono stati fissati paletti fondamentali. Gli esponenti sindacali precisano tuttavia che si tratta di passi avanti significativi ma non ancora risolutivi.

Il percorso prosegue ora verso una data chiave: scaduto l’8 novembre il termine per la presentazione delle offerte vincolanti, il Governo ha confermato l’impegno a riconvocare il tavolo di confronto sull’ex Ilva entro la metà di novembre.

https://youtu.be/QPn8cOrZQxk
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