Fronte comune delle amministrazioni locali e scontro tecnico durante la 4ª Conferenza dei Servizi per il Provvedimento Autorizzatorio Unico Regionale (PAUR), il procedimento avviato dalla società Lutum Srl per la riapertura della discarica situata al confine tra diversi centri della provincia jonica.
La giornata di martedì 27 ottobre si è rivelata uno snodo cruciale per il futuro ambientale del territorio. I sindaci e i tecnici dei Comuni limitrofi all’impianto – Faggiano, Fragagnano, Lizzano, Roccaforzata e Monteparano – hanno ribadito una posizione unanime e contraria all’avvio delle attività, sostenuti da una documentazione scientifica e giuridica coordinata dal Coordinamento Provinciale Jonico Tematico – Rifiuti.
La strategia del territorio: sinergia scientifica e legale
Il lavoro di opposizione al progetto è il frutto di un articolato approfondimento tecnico-giuridico guidato dal professor Francesco Quarto.Le amministrazioni locali, con il supporto e il contributo economico dell’Unione dei Comuni Montedoro, hanno affidato la propria rappresentanza a un consulente di alto profilo, il professor Quintilio Napoleoni, docente dell’Università La Sapienza ed esperto di geotecnica ambientale e difesa dal dissesto idrogeologico.La documentazione presentata agli uffici della Provincia comprende:
Relazioni tecniche: due elaborati specialistici firmati dall’ingegnere Gianluca Casamassima.Relazione giuridica: uno studio predisposto dall’esperto Ciro D’Alò.Valutazioni sanitario-ambientali: i contributi del dottor Agostino Di Ciaula (presidente del Comitato Scientifico ISDE) e delle rappresentanti di ISDE Taranto, Serra e Valentino.
«Abbiamo avuto il merito di unire i 5 Comuni limitrofi sotto un’unica voce: no alla riapertura della discarica. Ciò che andava fatto lo abbiamo fatto con passione e impegno; ora tocca alle istituzioni pronunciarsi», ha dichiarato il professor Quarto.
Tensione in Conferenza dei Servizi: le criticità sollevate da ARPA e Comune di Taranto
Nel corso della seduta svoltasi in modalità remota e presieduta dal dottor Tonino Lombardi, sono emerse rilevanti divergenze tecniche tra gli enti di controllo e la delegazione della società proponente.
La questione bonifiche e messa in sicurezza
Un primo punto di discussione ha riguardato gli interventi sul sito. Come evidenziato dal professor Napoleoni durante il confronto, il quadro giudiziario imporrebbe interventi di bonifica e non la semplice messa in sicurezzaattualmente proposta dalla società.
Il parere negativo del Capoluogo
Il Comune di Taranto ha confermato il proprio parere negativo vincolato, ritenendo che le controdeduzioni presentate da Lutum Srl non siano in linea con le più recenti disposizioni normative in materia ambientale.
Le contestazioni dell’ARPA Puglia
Particolarmente incisivo è stato l’intervento dell’ARPA Puglia. L’agenzia regionale ha giudicato insoddisfacenti le controdeduzioni aziendali inviate ad agosto 2026: dei 5 rilievi mossi dall’organo di controllo, la società ha risposto a un solo punto, evidenziando lacune normative durante il dibattito.
Le prossime tappe: 30 giorni per le nuove controdeduzioni
A fronte dei pareri contrari espressi dagli enti locali e dagli organi tecnici, la società Lutum Srl ha richiesto ulteriori 30 giorni di tempo per esaminare e rispondere alle osservazioni di ARPA e del Comune di Taranto.In questo intervallo di tempo, il professor Napoleoni depositerà le ulteriori deduzioni per conto dei Comuni rappresentati, in risposta alle contro-relazioni inviate dall’azienda.Nonostante la richiesta di proroga, la società ha espresso la volontà di giungere a una chiusura del procedimento entro la fine dell’anno. I Comuni del territorio, tramite il sindaco di Fragagnano Lucia Traetta, hanno tuttavia già preannunciato l’intenzione di tutelare le comunità locali in tutte le sedi legali opportune qualora il PAUR dovesse essere rilasciato.





