Locazioni turistiche e affitti brevi: il giro di vite della nuova legge approvata ieri in Consiglio Regionale

I Comuni ad alta densità turistica e i capoluoghi potranno porre limiti e paletti per tutelare la residenzialità. Escluse le prime case gestite in forma non imprenditoriale.

BARI – Il Consiglio regionale della Puglia ha dato il via libera al disegno di legge n. 76 del 19 maggio 2026, recante “Disposizioni in materia di locazioni turistiche e modifiche alla legge regionale 1 dicembre 2017, n. 49”. La nuova normativa definisce una cornice regolatoria organica per bilanciare lo sviluppo economico legato al turismo con la protezione del tessuto sociale, mirando a garantire la reperibilità di alloggi in affitto a lungo termine a prezzi accessibili per i residenti.

La misura si applica in modo specifico ai 34 Comuni pugliesi classificati ad alta densità turistica (secondo gli indici ISTAT) e a tutti i Comuni capoluogo di provincia. Gli enti locali interessati avranno la facoltà di adottare specifici regolamenti comunali per individuare zone omogenee in cui fissare limiti e criteri all’esercizio delle locazioni turistiche, sia in forma imprenditoriale sia non imprenditoriale.

I criteri per i regolamenti comunali e la tutela della prima casa

Nell’elaborazione delle nuove regole cittadine, i Comuni dovranno tenere conto di diversi parametri strutturali:

  • Il rapporto tra posti letto turistici e popolazione residente.
  • La capacità ricettiva complessiva e la distribuzione delle strutture alberghiere ed extra-alberghiere.
  • Le caratteristiche urbanistiche e l’impatto sulla disponibilità di alloggi a prezzo accessibile.
  • Gli standard qualitativi, l’accessibilità, i requisiti igienico-sanitari e il rapporto superficie/ospiti.

Un elemento centrale della disciplina è l’esclusione dai limiti comunali di chi affitta la propria residenza principale in forma non imprenditoriale. La scelta si allinea al principio europeo dell’Affordable Housing Act, volto a tutelare chi utilizza la locazione breve come forma di integrazione del reddito familiare. Secondo i rilevamenti di ARET Pugliapromozione, in Puglia l’87,13% delle locazioni turistiche e l’85,38% dei posti letto rientrano proprio nella gestione non imprenditoriale.

Procedure burocratiche: SCIA per le imprese, CIA per i privati

La legge stabilisce l’obbligo di inoltro delle pratiche esclusivamente in modalità telematica presso il SUAP (Sportello Unico per le Attività Produttive) del Comune di riferimento:

  • Attività imprenditoriali: invio della SCIA (Segnalazione Certificata di Inizio Attività).
  • Attività non imprenditoriali: invio della CIA (Comunicazione di Inizio Attività).

Entrambe le procedure richiedono l’attestazione dei requisiti antimafia, dell’agibilità dell’immobile e del rispetto delle norme edilizie e igienico-sanitarie. Variazioni e sospensioni dovranno essere comunicate al SUAP entro 15 giorni (cessazione entro 30 giorni) ed essere integrate nel sistema regionale DMS di Pugliapromozione.

Viene inoltre confermata la Banca dati regionale delle strutture ricettive e delle locazioni turistiche per l’attribuzione del CIR (Codice Identificativo Regionale), la quale opera in interoperabilità con la Banca Dati Nazionale (BDSR) per il rilascio del CIN (Codice Identificativo Nazionale).

L’intervento delle istituzioni: Decaro e Leuzzi

Il presidente della Regione Puglia, Antonio Decaro, è intervenuto in aula prima del voto per sottolineare la natura sociale del provvedimento:

«Questa legge risponde alle tante voci che ci chiedono di garantire loro la possibilità di costruirsi un futuro nella nostra terra: studenti fuori sede, giovani coppie e famiglie in affitto. Non è una legge contro lo sviluppo turistico o contro chi fa impresa, ma uno strumento contro l’overtourism che rischia di mettere in crisi le comunità. Diamo ai sindaci le leve per tutelare i cittadini più fragili e spingere i flussi verso borghi e territori meno conosciuti».

L’assessora regionale alle Politiche Abitative, Leuzzi, ha ribadito l’importanza dell’intervento pubblico sul mercato immobiliare:

«Oggi la casa è diventata un privilegio ed è necessario ristabilire un equilibrio tra mercato e rendita. Rispettando la proprietà privata e preservando chi integra il proprio reddito, garantiamo ai pugliesi il diritto di continuare ad abitare i propri quartieri».

L’elenco dei Comuni ad alta densità turistica interessati

Oltre ai capoluoghi Bari, Foggia, Barletta, Andria, Trani, Taranto e Brindisi, la norma individua i seguenti 34 Comuni ad alta intensità turistica:

  • Foggia e Gargano: Isole Tremiti, Mattinata, Peschici, Rodi Garganico, San Giovanni Rotondo, Vico del Gargano, Vieste.
  • Terra di Bari: Alberobello, Castellana Grotte, Monopoli, Polignano a Mare.
  • Tarantino e Brindisino: Castellaneta, Pulsano, Carovigno, Cellino San Marco, Fasano, Ostuni.
  • Salento: Cannole, Castrignano del Capo, Gallipoli, Lecce, Melendugno, Morciano di Leuca, Ortelle, Otranto, Patù, Salve, Santa Cesarea Terme, Ugento, Vernole, Zollino, Castro, Porto Cesareo.
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