Gli studenti del “Galilei – Curie” hanno partecipato al festival “Non è vero, ma ci credo” con laboratori di lettura e momenti di confronto per superare lo stigma.
MONOPOLI – Promuovere una cultura dell’ascolto, favorire l’inclusione e rompere i pregiudizi che ancora oggi circondano le fragilità psicologiche. Con questi obiettivi si è svolta a Monopoli la manifestazione “Non è vero, ma ci credo”, iniziativa promossa in occasione della Giornata Mondiale della Salute Mentale.
L’evento ha visto la partecipazione attiva degli studenti del Polo Liceale “G. Galilei – M. Curie”, rappresentato da ben quattro classi del liceo Classico e delle Scienze Umane.
Il laboratorio di lettura e il confronto con i presidi territoriali
Nel corso della mattinata tenutasi presso gli spazi della Biblioteca Rendella, la classe 5A del Liceo Classico(accompagnata dalle professoresse Rossella Cisternino e Daniela Demarco) e le classi 4C, 5A e 5B del Liceo delle Scienze Umane (accompagnate dalle docenti Stallone e Laselva) hanno preso parte a un laboratorio interattivo di lettura e riflessione.
Il dibattito si è sviluppato a partire dai temi del libro “Volevo un tè al limone” di F. Macaluso, offrendo ai giovani un’opportunità di confronto aperto su equilibrio psichico, fragilità emotive e benessere personale. L’attività è stata realizzata in stretta sinergia con gli operatori del Centro di Salute Mentale e con i rappresentanti del Presidio del Libro.
La cordata istituzionale e la risposta del territorio
L’iniziativa è stata promossa ed organizzata dall’Amministrazione Comunale di Monopoli, vedendo il coinvolgimento diretto dell’Assessora alla Pubblica Istruzione Rosanna Perricci, dell’Assessora alle Politiche Giovanili Antonella Fiume, dell’Assessora alle Politiche Sociali Miriam L’Abbate e del Dirigente dell’Area V Lorenzo Calabrese.
Il programma complessivo della due giorni ha coinvolto studenti, cittadinanza e professionisti del settore attraverso incontri con autori, workshop e performance teatrali, confermando l’impegno delle istituzioni scolastiche e locali nel creare spazi permanenti di sensibilizzazione sociale.





