MONOPOLI – Educare ai sentimenti per imparare a costruire relazioni fondate sul rispetto, sulla libertà e sulla consapevolezza. È stato questo il filo conduttore della presentazione di “RED FLAG – Come educare i sentimenti per costruire relazioni libere”, il saggio di Antonella e Franco Caprio, pubblicato da ERF Edizioni – Collana Banlieue.
L’incontro si è svolto sabato 3 ottobre negli spazi di Spazio Origine – Studio Hotel ed è stato promosso dall’associazione Amici di San Salvatore, in collaborazione con Spazio Origine. A curare l’appuntamento Cosimo Mimmo Panaro e Teresa Tropiano, quest’ultima nel ruolo di moderatrice.
Al centro del confronto il significato delle cosiddette “red flag”, quei segnali d’allarme che possono comparire all’interno di una relazione e che troppo spesso vengono inizialmente scambiati per manifestazioni d’affetto. Possessività, controllo, svalutazione, dipendenza, incapacità di accettare un rifiuto e limitazione progressiva della libertà sono alcuni dei comportamenti analizzati.


A confrontarsi sui temi del volume sono stati Cosimo Mimmo Panaro, la psicologa Maria Grazia Pinto e Marinella Sorino, artista ed esperta di tematiche sociali. Il dialogo ha evidenziato il valore dell’educazione affettiva ed emotiva come strumento di prevenzione, partendo dalla capacità di riconoscere e dare un nome alle proprie emozioni, stabilire confini e rispettare quelli degli altri.
Particolare attenzione è stata dedicata alla violenza di genere e alla necessità di intervenire già dall’infanzia, attraverso famiglia, scuola e comunità, mettendo in discussione stereotipi e modelli relazionali basati sul possesso.
A rendere ancora più intenso l’appuntamento è stata la lettura di una poesia di Jacques Prévert affidata ad Angela Amodio, mentre i saluti istituzionali sono stati affidati al prof. Antonio Prota e all’avv. Patrizia Ruggiero, presidente degli “Amici di San Salvatore”.
Un incontro che ha lasciato un messaggio preciso: riconoscere per tempo i segnali di una relazione non rispettosa significa anche imparare a proteggere la propria libertà. Perché amare, è emerso nel corso della serata, non significa possedere o controllare, ma ascoltare, rispettare e lasciare spazio all’altro.

