BARI – Un’ora e mezza di discorso, dal tramonto fino alla sera, davanti a una platea di circa 10mila persone, secondo la stima più aggiornata riportata oggi. Nei giorni precedenti erano stati annunciati anche circa 80 pullman da tutta Italia.
Giorgia Meloni ha trasformato il palco del porto in un bilancio dei quasi quattro anni di governo, alternando rivendicazioni e stoccate politiche. Primo tema, la stabilità: 1.413 giorni alla guida dell’esecutivo. «Non è un caso – ha sottolineato – che sul podio dei tre governi più stabili della storia della Repubblica italiana ci siano tre governi di centrodestra». Per la premier, la durata sarebbe il risultato della coesione della coalizione e di una visione condivisa.

Poi il lavoro, con il taglio del cuneo fiscale, la riforma dell’Irpef, la detassazione dei premi e gli interventi per partite Iva, artigiani e commercianti. Meloni ha rivendicato anche gli aumenti nel pubblico impiego e il cosiddetto “salario giusto”, contrapposto al salario minimo, ammettendo però che gli stipendi italiani restano troppo bassi.
Spazio a imprese, export e turismo, con la Zes unica indicata come modello da estendere a tutta Italia. Quindi la famiglia, tra congedi parentali, assegno unico, bonus mamme, bonus nido, contributo per i nuovi nati e piano casa.

Sul Mezzogiorno, la premier ha rivendicato crescita, occupazione ed export e indicato come obiettivo un Sud «dove si arriva o si torna», non più una terra da cui partire. Digitale, investimenti e modello Caivano gli altri capitoli.
Ampio il passaggio sulla sicurezza, dalle forze dell’ordine alla lotta alla criminalità, dalla violenza sulle donne alla mafia. E qui sono arrivate diverse stoccate alla sinistra: dal “politicamente corretto” all’ideologia gender, dai bagni neutri agli atleti nelle competizioni femminili. Ironica la battuta sulle scritte fasciste su una scuola: «Cercavano i fascisti e hanno trovato i muratori».

Infine la seconda parte della legislatura: salari, energia, industria, sanità e sicurezza. «Il nostro traguardo non è mai stato diventare il governo più longevo», ha detto Meloni, indicando un’Italia nella quale chi lavora possa costruire il proprio futuro.
La serata si è chiusa con l’inno nazionale, gli abbracci e la festa tricolore, insieme ai giovani che hanno contribuito alla riuscita della manifestazione.

