Ostuni, Morad accende il foro boario: una notte di energia, identità e nuova musica

OSTUNI – Un’esplosione di energia, vitalità e partecipazione. Il concerto di Morad, ieri sera al Foro Boario di Ostuni, ha confermato quanto profonda sia oggi la distanza tra i tradizionali canali della musica e le nuove modalità attraverso cui un artista riesce a costruire il proprio pubblico.

Fin dal suo ingresso alle 21.30, il rapper catalano di origini marocchine è stato accolto da un pubblico caloroso e assordante, arrivato anche da diverse parti della Puglia e composto prevalentemente da under 25. Portando sul palco i temi della strada e le difficoltà di alcuni dei contesti da cui proviene, Morad è riuscito a entrare immediatamente in sintonia con la platea, trasformando la serata in un’esperienza coinvolgente e, allo stesso tempo, capace di far riflettere.

Nato a L’Hospitalet de Llobregat, nell’area di Barcellona, da genitori marocchini e cresciuto nel quartiere La Florida, Morad ha iniziato a rappare a 14 anni, condividendo con gli amici le prime registrazioni attraverso WhatsApp. Da lì è partita una scalata che lo ha portato ai vertici della scena urban spagnola, senza avere inizialmente bisogno dei tradizionali circuiti radiofonici e discografici.

Ed è proprio questa la fotografia più significativa della serata ostunese: migliaia di ragazzi capaci di cantare con precisione e forza brani in lingua spagnola, trasformando ogni ritornello in un coro collettivo. Un successo costruito soprattutto online, dove la musica viaggia immediatamente, supera confini e barriere linguistiche e raggiunge un pubblico globale.

Particolarmente significativo il momento in cui dal pubblico è stata lanciata sul palco una bandiera del Marocco. Morad l’ha raccolta e mostrata alla platea, in un gesto che ha richiamato le sue origini. Ancora più fragorosa la reazione quando, durante il brano dedicato a Lamine Yamal, dal pubblico è comparsa la maglia del giovane campione del Barcellona. Il riferimento al calciatore, con il quale Morad condivide anche le origini marocchine e una storia legata alle periferie catalane, ha fatto esplodere nuovamente il Foro Boario.

Non sono mancati i passaggi più delicati. Nel parlare delle collaborazioni con artisti finiti anche coinvolti in vicende giudiziarie, Morad ha contestato la tendenza dei media a raccontare soltanto la parte più negativa delle loro storie. Il messaggio è stato netto: nella vita si può sbagliare, ma deve esistere anche la possibilità di cambiare, riabilitarsi e costruire un nuovo percorso.

Dopo circa 80 minuti, il concerto si è chiuso lasciando una platea ancora carica di entusiasmo. Le immagini raccontano una serata fatta di mani alzate, telefoni accesi, cori e luci, ma soprattutto di una generazione che ha trovato nella musica di Morad un linguaggio immediato e riconoscibile.

Questa sera, invece, Ostuni cambia completamente registro. Sul palco arriva un senatore della musica italiana: Antonello Venditti, pronto a parlare a un pubblico più trasversale, dalle generazioni adulte fino agli over.

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