Noicattaro, il giallo del canide che ha aggredito i bambini: «Potrebbero essere due animali diversi»

NOICATTARO – Tre aggressioni, bambini feriti, avvistamenti ripetuti tra le campagne e le aree verdi a ridosso del centro abitato. E ora un nuovo interrogativo che rischia di complicare ulteriormente una vicenda già segnata dalla paura: l’animale che si aggira a Noicattaro potrebbe non essere uno solo?

A sollevare l’ipotesi è l’Associazione Nazionale per la Tutela dell’Ambiente e della Vita Rurali, che in una nota diffusa il 18 agosto parla di possibili differenze tra gli esemplari immortalati in fotografie e video raccolti sul territorio. Si tratta, però, di un’ipotesi ancora da verificare: al momento le autorità parlano di un animale selvatico, presumibilmente un lupo, e la Prefettura ha precisato che sono ancora in corso gli approfondimenti tecnico-sanitari necessari a stabilirne con certezza la natura.

Il dettaglio che alimenta il dubbio riguarda soprattutto le dimensioni e l’aspetto degli animali descritti dai testimoni. Secondo l’associazione, in alcune immagini sarebbe visibile un esemplare più robusto e con mantello più chiaro; in altre, un animale più scuro e apparentemente più piccolo, descritto da un testimone come simile, per altezza e corporatura, a un pastore tedesco ma più snello.

Le aggressioni e la paura

La vicenda è iniziata nelle scorse settimane e ha assunto progressivamente dimensioni sempre più preoccupanti.

L’episodio più grave e noto risale al 4 agosto, quando due minori sarebbero stati aggrediti da un animale nell’area urbana prossima alle campagne. Una nuova aggressione è stata poi segnalata nella serata del 15 agosto, ai danni di una bambina. L’associazione richiama inoltre un precedente episodio del 21 luglio.

Il racconto di quella notte del 4 agosto è tra gli elementi che hanno maggiormente impressionato la comunità: secondo la ricostruzione riportata dall’associazione, una madre avrebbe visto l’animale a pochissima distanza, prima che questo ferisse un bambino e azzannasse una bambina, arrivando a sollevarla da terra.

Sono proprio questi episodi ad aver fatto scattare una complessa macchina istituzionale. La paura non riguarda più soltanto le campagne, ma anche le aree frequentate quotidianamente dalle famiglie.

L’ordinanza e il paese che cambia abitudini

Il sindaco Raimondo Innamorato ha progressivamente disposto la chiusura notturna del parco comunale e l’inibizione delle aree verdi prossime alle zone agricole e alle lame.

L’ultima ordinanza, firmata il 17 agosto, prevede la chiusura del parco comunale dalle 21 alle 8 e, nella stessa fascia oraria, l’inibizione di parchi e aree verdi prossime alle aree agricole e alle lame. Il provvedimento vieta inoltre il transito, il campeggio o la sosta nelle lame e nelle aree agricole per attività ludiche o ricreative. Ai cittadini viene anche chiesto di non lasciare cibo all’esterno delle abitazioni, di proteggere gli animali domestici e di evitare di portarli nelle zone interessate.

Una misura assunta dopo una nuova aggressione e dopo gli aggiornamenti della task force prefettizia. Nell’ordinanza si parla esplicitamente della presenza degli animali soprattutto nelle ore serali e del rischio per la collettività.

La task force: fototrappole, droni e telecamere termiche

Il 17 agosto, intanto, in Prefettura a Bari si è riunita nuovamente la task force interistituzionale incaricata di coordinare monitoraggio e ricerca dell’animale.

Al tavolo erano presenti Regione Puglia, Comune e Polizia Locale di Noicattaro, ASL Bari, CNR-IRET, Polizia Metropolitana, Carabinieri e Carabinieri Forestali.

La Prefettura ha chiarito un punto fondamentale: non è ancora stata accertata definitivamente la natura dell’animale coinvolto. Sono in corso gli approfondimenti tecnico-sanitari.

Nel frattempo la Regione, acquisito il parere favorevole dell’ISPRA, ha autorizzato con decreto del 14 agosto la cattura dell’animale, affidando l’intervento a una squadra specializzata.

Le attività di ricerca sono state rafforzate con fototrappole, droni, visori notturni e telecamere termiche, strumenti destinati a consentire una maggiore capacità di individuazione soprattutto durante le ore notturne.

La Prefettura ha inoltre disposto un’intensificazione dei controlli sul territorio, coinvolgendo forze dell’ordine, guardie eco-zoofile e volontari di protezione civile.

Il dubbio: uno o due animali?

È proprio su questo punto che l’Associazione Tutela Rurale chiede di non dare per scontata l’identificazione di un unico esemplare.

La comparazione di alcune immagini, secondo l’associazione, mostrerebbe differenze nel colore del mantello, nella corporatura e nelle dimensioni. Da qui l’ipotesi di due animali distinti, uno dei quali potrebbe essere più grande, mentre l’altro apparirebbe più contenuto nelle dimensioni.

Ma si tratta, è bene ribadirlo, di una ricostruzione non ancora certificata dagli organismi incaricati.

A stabilire se gli animali siano effettivamente lupi, se appartengano alla stessa specie e soprattutto se esista un collegamento genetico con gli episodi saranno gli accertamenti scientifici.

La diffida: «Prima la prova genetica»

Nel frattempo è arrivata anche una presa di posizione del Sindacato per la Biodiversità e gli Ecosistemi, che ha inviato una diffida al Comune di Noicattaro, alla Regione Puglia, alla ASL Bari, alla Prefettura, all’ISPRA e ad altri enti.

Il documento contesta l’attribuzione degli episodi a un lupo in assenza, secondo il sindacato, di un referto genetico, veterinario e medico-legale che identifichi la specie e il singolo animale responsabile. La diffida mette inoltre in guardia dal trasformare una presenza sul territorio o una somiglianza fotografica in una prova di responsabilità.

Tra le richieste formulate c’è quella di conoscere se siano stati acquisiti campioni biologici dalle ferite e dagli indumenti dei minori, quando e come siano stati prelevati e analizzati, se sia stata confermata geneticamente l’appartenenza dell’animale alla specie Canis lupus e se sia stato individuato un profilo genetico individuale.

Il documento chiede inoltre informazioni sulle eventuali impronte genetiche riferibili a più animali, sui referti medico-legali e sulla documentazione utilizzata per collegare i diversi episodi allo stesso esemplare.

La questione della cattura

Sul fronte operativo, la Regione ha scelto la strada della cattura e della captivazione permanente dell’animale, sulla base del percorso indicato dalla task force e del parere ISPRA richiamato negli atti.

L’Associazione Tutela Rurale, invece, contesta questa scelta e sostiene che, considerata la gravità degli episodi, dovrebbe essere valutata anche l’ipotesi dell’abbattimento.

È una delle questioni più controverse dell’intera vicenda. L’associazione sostiene che ISPRA non abbia espresso un parere sull’abbattimento perché la Regione non lo avrebbe richiesto, mentre l’istituto avrebbe espresso parere favorevole alla rimozione dell’animale attraverso la soluzione della cattura.

La Prefettura, nel suo comunicato, non entra nel merito di questa contrapposizione: conferma che la misura autorizzata è la cattura e che le operazioni devono essere condotte nel rispetto delle norme sulla tutela della fauna selvatica.

E adesso la caccia all’animale

Così Noicattaro vive una situazione sospesa tra prudenza, paura e attesa.

Da una parte ci sono le famiglie, che dopo le aggressioni hanno modificato abitudini e frequentazione di parchi e aree verdi. Dall’altra le istituzioni, impegnate a cercare l’animale attraverso una rete di strumenti tecnologici e pattugliamenti.

E sullo sfondo rimane il mistero più importante: chi è davvero il canide che si muove tra le campagne e le aree urbane di Noicattaro?

Un lupo? Un altro animale? Un solo esemplare oppure due?

La risposta dovrà arrivare dagli esami scientifici e dal lavoro degli esperti, non dalle immagini circolate sui social né dai racconti, per quanto drammatici, di chi lo ha incontrato.

Nel frattempo, però, l’animale resta libero. Ed è proprio questa la circostanza che mantiene alta la tensione in città: ogni nuovo avvistamento potrebbe aggiungere un tassello al puzzle, ma anche riaccendere la paura di una nuova aggressione.

La Prefettura invita quindi i cittadini a segnalare gli eventuali avvistamenti esclusivamente attraverso i canali ufficiali e a rispettare le misure di prudenza. La ricerca, assicurano le istituzioni, proseguirà in modo coordinato con l’obiettivo prioritario di tutelare la pubblica incolumità.

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