Si riapre il dibattito sul progetto del nuovo oleodotto tra il porto e la zona industriale di Monopoli. Il circolo cittadino di Sinistra Italiana torna a chiedere un confronto pubblico dopo la quarta ripubblicazione della documentazione relativa al procedimento di Valutazione di Impatto Ambientale (VIA), che riapre la possibilità di presentare osservazioni fino al 29 agosto 2026.
L’intervento, proposto dalla società Magazzini Generali Italiani Srl, prevede la realizzazione di un campo boe al largo del porto per l’attracco di navi cisterna destinate al trasporto di biocarburanti, oli vegetali e derivati, oltre a una pipeline interrata di circa tre chilometri che collegherà il porto al deposito collocato nella zona industriale. Il progetto consentirebbe di trasformare l’impianto in un’infrastruttura energetica strategica, riducendo il trasporto delle materie prime su gomma ma modificando in maniera significativa l’assetto dell’area portuale e della viabilità interessata.

Secondo Sinistra Italiana, nonostante oltre un anno di iter amministrativo e numerose integrazioni progettuali richieste dagli enti competenti, manca ancora un confronto aperto con cittadini, associazioni e categorie economiche. Il partito ricorda inoltre che la Regione Puglia aveva già espresso, nel marzo scorso, un parere non favorevole sotto il profilo della compatibilità ambientale e della valutazione d’incidenza, chiedendo ulteriori approfondimenti progettuali.
Nel corso dell’istruttoria sono state presentate osservazioni anche da Legambiente, dalle forze di opposizione in Consiglio comunale e da numerosi cittadini, con rilievi sugli aspetti ambientali, urbanistici e sanitari del progetto.

A riaccendere la polemica è anche l’invito rivolto ai soli consiglieri comunali per una presentazione tecnica del progetto fissata per il 7 agosto nella sala consiliare del Comune. Per Sinistra Italiana si tratta di un’iniziativa tardiva e insufficiente, considerando che la richiesta di un confronto pubblico risale già all’estate del 2025.
Il tema dell’oleodotto continua così a dividere la città. Da una parte il proponente evidenzia i benefici derivanti dalla diminuzione del traffico pesante tra porto e zona industriale e dalla possibilità di far approdare direttamente a Monopoli le navi mercantili; dall’altra restano aperti gli interrogativi sull’impatto ambientale, paesaggistico e urbanistico dell’opera e sulle ricadute per un territorio che negli ultimi anni ha puntato con decisione sul turismo e sulla valorizzazione della costa.

