FASANO – Il mare di Egnazia si trasforma in uno spazio espositivo dove archeologia, arte contemporanea e patrimonio sommerso dialogano in un’unica esperienza. È stato inaugurato domenica mattina “Opera Viva”, il nuovo percorso espositivo subacqueo del Museo Archeologico Nazionale “Giuseppe Andreassi” e del Parco Archeologico di Egnazia.
Il progetto nasce da un’intuizione dell’archeologa subacquea Antonia Sciancalepore, ideatrice dell’iniziativa, sviluppata insieme all’artista subacquea Ely Phenix e a Torrent Pagès, con il sostegno della Direzione del Parco Archeologico guidata da Fabio Galeandro.


Il percorso si sviluppa nei fondali prospicienti l’acropoli attraverso otto grandi vele artistiche, ispirate alla storia del sito e alle antiche rotte dei naviganti che raggiungevano il porto romano di Egnazia. Le installazioni possono essere esplorate in snorkeling o in immersione guidata e accompagnano i visitatori fino ai resti sommersi dell’antico approdo.
«È un percorso innovativo che arricchisce la nostra offerta culturale e valorizza un tratto meno conosciuto del sito, quello costiero, permettendo di raccontare il viaggio di marinai e mercanti verso l’antico porto di Egnazia», ha spiegato il direttore Fabio Galeandro.



Nel corso della presentazione, Antonia Sciancalepore ha illustrato la filosofia che ha ispirato “Opera Viva”, richiamando i principi della Convenzione di Faro, che riconosce il patrimonio culturale come bene condiviso e partecipato. L’archeologa ha evidenziato come l’opera nasca dall’incontro tra ricerca archeologica, arte contemporanea e mare, diventando patrimonio di tutta la comunità.
L’artista Ely Phenix, che ha realizzato le opere direttamente sott’acqua, ha raccontato invece l’esperienza creativa che ha dato forma alle grandi vele, trasformando il fondale marino in un luogo dove natura, storia e arte convivono in un dialogo continuo.


L’iniziativa rientra nel più ampio progetto di valorizzazione del patrimonio sommerso del Parco Archeologico di Egnazia e sarà accompagnata da visite guidate e laboratori subacquei, offrendo ai visitatori un modo nuovo di scoprire uno dei siti archeologici più importanti della Puglia.

