Terremoto politico a Foggia. La sindaca Maria Aida Episcopo ha annunciato le proprie dimissioni al termine di una giornata segnata dalla crisi della maggioranza e dal mancato svolgimento del Consiglio comunale convocato per l’approvazione del rendiconto di gestione 2025. La decisione è stata affidata a un lungo videomessaggio pubblicato sui social e successivamente formalizzata, aprendo ora il periodo di 20 giorni previsto dalla legge durante il quale il primo cittadino potrà eventualmente ritirare le dimissioni. In caso contrario scatterà la procedura di scioglimento del Consiglio comunale e il commissariamento dell’ente.
Alla base della scelta ci sarebbe la definitiva presa d’atto della mancanza di una maggioranza stabile in aula. Durante la seduta consiliare, infatti, sarebbe venuto meno il numero legale a causa dell’assenza di alcuni consiglieri appartenenti a forze che fino a quel momento sostenevano l’amministrazione, tra cui esponenti del Movimento 5 Stelle e del Partito Socialista. Una situazione maturata nonostante un recente rimpasto di giunta che aveva portato anche all’ingresso di un nuovo assessore.
Nel videomessaggio Episcopo ha spiegato le ragioni della sua decisione con parole molto nette. «Quando avessi avuto contezza che il pavimento sotto i piedi potesse scricchiolare, avrei agito di conseguenza», ha dichiarato, aggiungendo che «il valore della dignità umana è impagabile e impareggiabile rispetto a ogni altro desiderio».
La sindaca ha rivendicato il lavoro svolto nei due anni e mezzo di mandato, ricordando il completamento di numerose opere pubbliche, lo sblocco di cantieri considerati strategici per la città, i concorsi pubblici portati avanti senza contenziosi e una gestione amministrativa improntata, a suo dire, alla legalità e alla trasparenza.
Particolarmente significativo il passaggio in cui ha richiamato il consenso ottenuto alle elezioni amministrative: «Ritengo ingiusto che a fronte di 36.900 elettori che hanno consolidato la mia vittoria al primo turno, io sia soccombente rispetto alla scelta deliberata di poche persone». Una riflessione che fotografa tutta l’amarezza per una crisi politica maturata all’interno della coalizione che la sosteneva.
«In Consiglio comunale non ci sono i numeri e allora bisogna prendere contezza della realtà e, con fierezza e dignità, abbandonare il campo», ha concluso Episcopo, precisando che la sua scelta non rappresenta un gesto polemico ma «un momento necessitato, estremo e motivato».
Nelle prossime settimane si capirà se la crisi potrà rientrare attraverso una ricomposizione politica oppure se per il Comune di Foggia si aprirà ufficialmente la fase del commissariamento prefettizio in vista di nuove elezioni.

