Tensione allo stadio Veneziani di Monopoli durante la gara tra SS Monopoli 1966 e Calcio Foggia 1920 dello scorso 19 aprile. Nelle ultime ore la Polizia di Stato ha arrestato tre ultras foggiani, di età compresa tra i 31 e i 44 anni, ritenuti responsabili a vario titolo di resistenza e violenza nei confronti di incaricati di pubblico servizio, invasione di campo e lancio di materiale pericoloso.
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, già pochi minuti prima del fischio d’inizio alcuni fumogeni erano stati lanciati dal settore ospiti verso il terreno di gioco. La situazione è poi precipitata nel finale di partita, quando il risultato sfavorevole al Foggia ha innescato la protesta dei tifosi rossoneri.
Dalla curva ospiti sono stati lanciati petardi e altri oggetti, mentre un gruppo di ultras ha tentato di forzare un varco per accedere al campo. L’intervento immediato delle forze dell’ordine ha impedito un’invasione di massa, ma alcuni tifosi sono comunque riusciti a entrare sul terreno di gioco. In quei momenti concitati, uno steward è stato colpito con un pugno.
L’arbitro ha disposto la sospensione della gara per circa undici minuti: calciatori, staff tecnici e terna arbitrale si sono rifugiati negli spogliatoi per motivi di sicurezza. Solo dopo il ripristino dell’ordine l’incontro è ripreso, concludendosi senza ulteriori incidenti.
Determinante per l’identificazione dei responsabili è stata l’analisi delle immagini video raccolte dalla Polizia Scientifica e dei contenuti diffusi sui social. Le indagini, coordinate tra Digos di Bari, Commissariato di Monopoli e Digos di Foggia, hanno permesso di ricostruire nel dettaglio le condotte dei tre indagati.
Gli arresti sono stati eseguiti in flagranza differita: uno degli ultras è stato rintracciato a Bari, gli altri due a Foggia. Per tutti è stata disposta la misura degli arresti domiciliari, mentre sono in corso i provvedimenti di DASPO da parte del Questore.
Il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari: la responsabilità degli indagati dovrà essere accertata in sede processuale, nel pieno rispetto del contraddittorio tra le parti e della presunzione di innocenza.

