Turismo, la Puglia cresce tutto l’anno: record di presenze straniere e nuovo equilibrio territoriale

MILANO – Un turismo sempre più destagionalizzato, internazionale e diffuso anche nelle aree interne: è questa la fotografia aggiornata della Puglia che emerge dal panel istituzionale “Il turismo in Puglia nel 2026: evidenze, dinamiche e prospettive per il nuovo equilibrio territoriale e lo sviluppo delle aree interne”, tenutosi alla BIT di Milano presso lo stand della Regione.

I numeri certificano una crescita solida e strutturale. Gli arrivi aumentano del +4%, mentre le presenze registrano un ulteriore incremento, con un flusso turistico che si distribuisce ormai lungo tutto l’arco dell’anno. Restano centrali i mesi estivi, soprattutto luglio e agosto, ma cresce in modo significativo la frequentazione nei mesi cosiddetti “intermedi”, a ridosso delle stagioni di punta. Ancora più marcato è il tasso di crescita nella bassa stagione, segnale di un potenziale enorme per lo sviluppo del turismo invernale.

«I dati mostrano con chiarezza che la Puglia non è più una destinazione solo estiva – ha sottolineato il presidente della Regione Antonio Decaro – ma una meta capace di attrarre visitatori dodici mesi l’anno, grazie a un’offerta sempre più articolata, autentica e sostenibile».

Tutti i comparti crescono. Dal 2021 si aggiunge quello delle locazioni turistiche, il più dinamico, ma risultati particolarmente lusinghieri arrivano anche dal settore alberghiero, che segna un +8%, trainato soprattutto dalle strutture di alta gamma, capaci di raggiungere un +18% di presenze. Un dato che testimonia la crescente attrattività della Puglia anche sul segmento premium.

Sul piano territoriale, la crescita interessa tutte le province, con incrementi compresi tra il 7% e il 17%. Bari si conferma prima per numero di arrivi, superando i 2 milioni, mentre Lecce guida la classifica delle presenze, con oltre 7 milioni. Bari e Vieste superano entrambe la soglia dei 2 milioni di presenze turistiche, mentre Ugento e Lecce oltrepassano il milione. Ma il dato più significativo è la diffusione del turismo nell’entroterra, che segna un nuovo equilibrio territoriale: la crescita non è più confinata alle sole aree costiere, ma coinvolge sempre più i comuni interni, rafforzando l’intero sistema regionale.

«È il segno che la qualità dell’offerta e il lavoro di promozione stanno funzionando – ha spiegato l’assessora al Turismo Graziamaria Starace – perché valorizziamo borghi, cammini, tradizioni, cultura e paesaggi, portando benefici economici e sociali anche alle comunità meno coinvolte in passato».

Determinante, ancora una volta, il contributo del turismo internazionale, vero motore della crescita. Per la prima volta la Francia supera la Germania per numero di presenze, mentre gli Stati Uniti, primo mercato extraeuropeo, si collocano al terzo posto. Forte l’espansione dai Paesi dell’Europa orientale – Polonia, Romania, Repubblica Ceca – e soprattutto dal Sud America, con aumenti molto rilevanti da Brasile e Argentina, un turismo che predilige in particolare le strutture di alta gamma.

Secondo il commissario di Pugliapromozione Luca Scandale, «la Puglia sta conquistando un posizionamento sempre più solido sui mercati internazionali, grazie a una strategia integrata che unisce dati, innovazione digitale e narrazione autentica del territorio».

Le prospettive per il 2026 puntano ora su comunicazione, sostenibilità e innovazione, con nuove strategie digitali e azioni mirate alla valorizzazione delle aree interne. Un modello di sviluppo turistico che guarda al futuro, rafforzando l’identità pugliese e costruendo una crescita sempre più equilibrata, duratura e inclusiva.

Il servizio del tg
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