Lacatena, il consigliere “fuori” dalle liste: quando la politica spegne le candele a chi non abbassa la testa

Il tono era sommesso, la voce rotta dalla delusione e più volte ha soffocato le lacrime, ma lo sguardo era fermo. Così, in una caffetteria affacciata sul lungomare di Bari, Stefano Lacatena ha vuotato il sacco. Niente proclami, niente toni nervosi: solo un lungo sfogo carico di amarezza e dignità. Il consigliere regionale uscente di “Con Emiliano”, ha scoperto – a suo dire – “dalla stampa” di non essere stato ricandidato, ha deciso di raccontare la sua verità.

“Non ho rancore verso il collega Tammacco, lui è solo la pistola che ha sparato”, ha detto, con tono fermo ma rassegnato. Il bersaglio? Antonio Decaro, candidato presidente del centrosinistra, accusato di averlo “spento come il fuoco di una candela coperta da un bicchiere, lentamente e senza ossigeno”. Un’immagine che più che politica sembra teatrale, ma rende perfettamente l’idea: Lacatena si sente soffocato da un gioco di potere silenzioso e implacabile.

Le lacrime trattenute a stento
l’arrivo sul lungomare di Bari prima della conferenza

Eppure, i numeri parlano di un politico instancabile: 130 comuni visitati, leggi approvate all’unanimità su urbanistica, paesaggio, ambiente e rigenerazione urbana. “Non ho avvisi di garanzia, ho lavorato sodo e con onestà”, ha ricordato con orgoglio. Ma in politica, si sa, la riconoscenza ha il fiato corto. “Forse il problema è che ho i voti — ha sorriso amaro — e in certi contesti, avere consenso può diventare un difetto”.

Nato nel centrodestra, approdato nel laboratorio politico di Michele Emiliano, Lacatena oggi si scopre troppo liberale per una sinistra che, a suo dire, “si è schiacciata su sé stessa”. E con quella battuta che resterà nella cronaca delle conferenze stampa pugliesi, ha detto: “La lealtà sì, ma la fedeltà la lascio al mio barboncino”.

Dietro l’ironia, però, resta la ferita di chi si sente messo da parte non per demeriti, ma per calcolo politico. “Decaro teme chi non abbassa la testa”, ha aggiunto, rivendicando di voler continuare a fare politica “da uomo libero”, magari ripartendo da Monopoli, la sua città, dove tutto cominciò — con la colla per i manifesti e tanto entusiasmo.

foto di TvPuglia.it

Una vicenda che, va detto, ci tocca da vicino: tre giorni fa, Tv Puglia aveva pubblicato una foto di Stefano Lacatena a cena con Michele Emiliano in un bistrot di Monopoli nella sera del compleanno del consigliere monopolitano, proprio a 48 ore dalla chiusura delle liste. Una coincidenza che sollevò più di un interrogativo. Il consigliere non gradì molto la notizia. Oggi, invece, ringrazia la stampa per la solidarietà ricevuta. Ironia della sorte, verrebbe da dire.

Noi, nel frattempo, continuiamo a fare il nostro mestiere: raccontare i fatti, anche quando scottano. Perché nella politica pugliese, a volte, non è chi entra nelle liste a fare notizia — ma chi ne resta fuori con la schiena dritta e la candela ancora accesa.

Il servizio del tg

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

error: Contenuto protetto