I blocchi e le mobilitazioni di tir e trattori in Puglia rischiano di paralizzare la filiera agroalimentare, con gravi ripercussioni sulla grande distribuzione e sui prodotti deperibili.
Caro carburante e costi alle stelle: la Puglia si ferma. Tir e trattori in strada, spesa a rischio
I blocchi e le mobilitazioni di tir e trattori in Puglia rischiano di paralizzare la filiera agroalimentare, con gravi ripercussioni sulla grande distribuzione e sui prodotti deperibili.
L’impennata dei prezzi del carburante e l’aumento incontrollato dei costi di produzione hanno fatto esplodere la protesta in Puglia. Nelle province di Taranto e Brindisi, autotrasportatori e agricoltori sono scesi in piazza allestendo presidi di mezzi agricoli e schierando oltre cento tir lungo le arterie stradali strategiche della regione. Una mobilitazione pacifica ma incisiva, che sta già mettendo a dura prova la distribuzione dei beni primari nei supermercati e la tenuta delle aziende locali.
Una cellula rilevante della protesta dei camionisti si è sviluppata nel Tarantino, sulla Taranto-Bari, precisamente a Mottola, incrocio San Basilio, nodo chiave per i collegamenti regionali. Oltre 100 tir si sono posizionati lungo la Statale 100 all’altezza della Sala Azzurra e sulla Strada Provinciale 23, vicino allo svincolo autostradale Mottola-Castellaneta. Numerosi anche i mezzi in sosta a Massafra, lungo la via Appia nei pressi dell’accesso alla A14.
In parallelo, il movimento Agricoltori Uniti ha portato in strada la rabbia del comparto agricolo con un corteo di trattori che ha sfilato tra Torre Santa Susanna e il centro abitato di Mesagne per sensibilizzare cittadini e istituzioni.
Cerignola presidi di camionisti, mezzi agricoli e autovetture
A Cerignola sono attivi da diversi giorni presidi e blocchi di camionisti e agricoltori nei principali punti strategici della viabilità della zona:
• Casello Autostradale Cerignola Est;
• Strada provinciale 95
• Statale 16 (SS16): Utilizzata dai cortei di mezzi pesanti e trattori in marcia verso la zona industriale e i collegamenti con Foggia.
Allarme Coldiretti: prodotti deperibili e latte a rischio
Le conseguenze dei blocchi si riflettono direttamente sui consumatori e sugli allevatori locali:
Ortofrutta e prodotti freschi: quintali di merci rimangono bloccati nei magazzini con il rischio concreto di deteriorarsi nel giro di poche ore.
Settore lattiero-caseario: Coldiretti denuncia il mancato ritiro del latte negli allevamenti, un danno economico incalcolabile per le stalle pugliesi.
Industria di trasformazione: gli stabilimenti alimentari registrano l’impossibilità di spedire le merci lavorate verso le piattaforme logistiche della Grande Distribuzione Organizzata (GDO).
Il confronto a Bari con il Governatore Decaro
Una delegazione del consorzio Acar di Altamura, guidata dal presidente Vito Tafuni e dal direttore generale Alessandro Ragone, ha raggiunto la sede della Presidenza della Regione Puglia, a Bari dopo essersi posizionata a Punta Perotti.
I trasportatori hanno sottoposto al governatore Antonio Decaro e agli assessori Raffaele Piemontese (Trasporti) e Francesco Paolicelli (Agricoltura) i sei punti critici della crisi:
• Caro-gasolio insostenibile;
• Assenza di fondi di finanziamento immediati a sostegno della liquidità.
• Ritardi nel saldo dei crediti d’imposta;
• Mancato intervento risolutivo da parte del Governo centrale.
• Necessità di una rappresentanza di categoria più incisiva.
• Carente attenzione politica complessiva verso il settore logistico.
Decaro ha ringraziato la delegazione per la pacatezza del confronto e il rispetto dell’ordine pubblico dimostrati durante la manifestazione ed ha aperto un tavolo di confronto permanente, portando le istanze della categoria all’attenzione del ministro dei Trasporti Matteo Salvini per l’incontro programmato.
Prospettive e presidi ad oltranza
Sebbene la delegazione dell’Acar abbia espresso soddisfazione per la disponibilità mostrata dalla Regione Puglia e per la promessa di un Tavolo permanente, i rappresentanti della categoria hanno confermato che i presidi pacifici sui territori potrebbero continuare fino a quando non arriveranno risposte concrete ed erogazioni di liquidità a copertura dei costi di gestione.





