MONOPOLI – Una petizione per fermare il progetto dell’oleodotto e del campo boe al largo della costa monopolitana. Prosegue la mobilitazione dei comitati cittadini contrari all’intervento proposto da Magazzini Generali Italiani, società del Gruppo Marseglia. Franco Aresta, presidente del Comitato Residenti Ina Casa, ha promosso una raccolta firme nel quartiere, con il sostegno di un gruppo di tifosi del Monopoli che ha messo a disposizione un locale per l’iniziativa.
Al momento dell’intervista erano state raccolte circa 50 adesioni. La petizione proseguirà anche la prossima domenica, dalle 9 alle 13 in via Reginaldo Pirano n.7, mentre durante la settimana i promotori intendono raggiungere le famiglie direttamente a casa, anche per recuperare le firme di chi non ha potuto partecipare a causa del maltempo.



«La città è nostra, non è del Gruppo Marseglia», afferma Aresta, che annuncia l’intenzione di continuare la mobilitazione per contrastare il progetto. «Il nostro obiettivo è salvaguardare la salute dei figli e dei nipoti e proteggere il nostro mare». Il presidente del comitato rivolge inoltre un appello ai Comuni vicini, in particolare a Polignano a Mare, chiedendo alle comunità del territorio di unirsi alla protesta.
Il progetto prevede un campo boe offshore per le navi cisterna, collegato attraverso una sealine e una pipeline interrata al deposito costiero nella zona industriale di Monopoli. La proposta è ancora sottoposta alla procedura nazionale di Valutazione di impatto ambientale. Il 29 settembre il Consiglio comunale ha approvato, con 23 voti favorevoli e due astensioni, una delibera di netta contrarietà, chiedendo al Ministero dell’Ambiente di concludere l’iter con un giudizio negativo.


Alla protesta si affianca il tema delle molestie olfattive segnalate da alcuni cittadini. Il dottor Francesco Paolo Bianchi, epidemiologo e consulente tecnico del Comitato “Salviamo Monopoli e il Mare”, ha richiamato l’attenzione sulla necessità di monitoraggi continuativi degli inquinanti e degli odori. Le segnalazioni di bruciore alla gola e di odori persistenti riferite dai residenti richiedono verifiche e dati ambientali per accertarne origine ed eventuali effetti sulla salute.
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