Conversano Urban Art, la bellezza scende in piazza con il basket

CONVERSANO – Scarpe allacciate, pallone tra le mani e una piazza trasformata in palestra a cielo aperto. È il messaggio lanciato sabato pomeriggio da Conversano Urban Art, il progetto ideato da Saverio Bolognino e dedicato alla valorizzazione degli spazi pubblici attraverso arte, sport e partecipazione. L’appuntamento “Educhiamo alla bellezza” ha portato il basket outdoor in piazza Carmine, coinvolgendo bambini, ragazzi e famiglie.

L’iniziativa nasce da un’esigenza concreta: rendere più piacevole e consapevole il modo di vivere parchi e piazze cittadine. Bolognino racconta di aver iniziato a interrogarsi sul tema quando, da padre, frequentava con i propri figli gli spazi pubblici. Da lì l’idea di coinvolgere cittadini e amici in un percorso fatto soprattutto di piccole azioni quotidiane: cura, rispetto, pulizia e attenzione.

I fiori, elemento simbolico del progetto, rappresentano proprio questa filosofia. «Se lo curi diventa grande e diventa bello», spiega Bolognino, sottolineando però che la vera sfida non è decorare gli spazi, ma renderli decorosi. E soprattutto educare i più piccoli a non sporcare, a rispettare ciò che appartiene alla comunità e a comprendere che prendersi cura di una pianta, così come di una piazza, significa contribuire a migliorarla nel tempo.

Sabato il linguaggio scelto è stato quello dello sport. Per Bolognino portare il minibasket fuori dalla palestra significa regalare ai ragazzi libertà, divertimento e socialità. Ma anche trasmettere valori: lealtà, rispetto delle regole, degli altri e degli ambienti.

Da qui anche l’invito a riscoprire lo sport come alternativa al tempo trascorso davanti agli smartphone. «Più sport, meno smartphone» è una delle attività portate avanti dall’associazione, con l’obiettivo di riportare i ragazzi a vivere lo sport in maniera autentica, non come semplice impegno settimanale, ma come esperienza capace di costruire consapevolezza.

A fare da cornice, una piazza vissuta da intere famiglie, con una partecipazione che attraversa le generazioni. Un risultato che conferma la forza di un progetto nel quale la bellezza non è soltanto estetica, ma diventa educazione, rispetto e senso di comunità.

E proprio il basket, con il suo linguaggio immediato e inclusivo, ha trasformato per un pomeriggio la piazza in un luogo di incontro. Perché, in fondo, educare alla bellezza può iniziare anche da un canestro. E dalla voglia, semplicissima, di tornare a divertirsi insieme.

Il servizio del tg
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