Si è tenuta a Taranto, presso la sede del Dipartimento Jonico dell’Università degli Studi di Bari, la nuova tappa del corso di formazione integrata “Violenza maschile contro le donne. Riconoscere, ascoltare, comunicare, agire”. L’iniziativa, promossa dalla Presidenza del Consiglio regionale della Puglia e realizzata dall’Ordine delle Psicologhe e degli Psicologi di Puglia in collaborazione con la rete dei Centri Antiviolenza, ha chiamato a raccolta professionisti ed esperti per affrontare un tema tanto delicato quanto complesso.
L’evento ha messo al centro del dibattito l’impatto psicologico e clinico del trauma subito dalle donne, fornendo strumenti scientifici concreti per la valutazione e la gestione del rischio. La violenza di genere lascia, infatti, ferite profonde che frammentano l’identità della persona; per questo motivo, gli interventi richiedono un’attenzione mirata e un superamento attivo di stereotipi, resistenze e strutture sociali stratificate a svantaggio della donna.


I lavori sono stati arricchiti dagli interventi di un articolato panel di esperte, tra cui Paola Pagano, consigliera dell’Ordine delle Psicologhe e degli Psicologi di Puglia, che ha portato i saluti della presidenza; Rosy Paparella, coordinatrice del percorso di formazione, Francesca Palmisano, Margherita Carlini e Antonia Palmisano.
Dalle loro analisi è emersa la necessità imperativa di adottare una visione più rispettosa delle singole storie, fondamentale per chiunque sia chiamato a entrare in contatto con il vissuto di donne che hanno affrontato l’esperienza della violenza.
L’appuntamento tarantino si inserisce all’interno di un percorso formativo più ampio, nato per fare rete tra competenze e professionalità differenti: psicologi, operatori sociali, sanitari e addetti ai lavori.
I dati del progetto testimoniano la grande adesione e l’interesse riscontrato sul territorio con oltre 500 iscrizioni complessive registrate per
24 ore di formazione totale, suddivise in 4 moduli da 6 ore tra lezioni teoriche e laboratori pratici.
Il format viene replicato in tutte e sei le province pugliesi per costruire un linguaggio comune e rafforzare una risposta territoriale coordinata, integrata ed efficace a tutela delle vittime.
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