Una femmina di lupo è stata catturata nella tarda serata di ieri nelle campagne tra Noicattaro e Torre a Mare, al termine di settimane di monitoraggio seguite alle aggressioni di alcuni bambini. L’animale è stato trasferito all’Osservatorio Faunistico di Bitetto, dove è stato sottoposto agli accertamenti previsti e si è risvegliato senza criticità. Gli esami genetici e morfologici dovranno ora definirne con precisione l’inquadramento.
La cattura, però, non significa che sia stato preso l’esemplare responsabile dell’aggressione del 15 agosto. La lupa catturata è infatti una femmina, mentre le analisi del Dna effettuate sugli indumenti del bambino di sei anni aggredito a Ferragosto avevano identificato un giovane maschio di lupo appenninico.
La vicenda era iniziata il 4 agosto, quando due bambini erano stati aggrediti a Noicattaro. Una bambina di sei anni era rimasta gravemente ferita, tanto da essere ricoverata in terapia intensiva. In un primo momento si era ipotizzato che l’animale potesse essere un cane randagio. La sera del 15 agosto un nuovo episodio aveva coinvolto un altro bambino di sei anni, aggredito in un parco comunale.
Dopo il secondo episodio era stata rafforzata la task force interistituzionale coordinata dalla Prefettura di Bari, con Regione, Comune di Noicattaro, ASL, CNR-IRET, Polizia Metropolitana, Carabinieri e Carabinieri Forestali. Fototrappole, sopralluoghi, ricerca di tracce e campioni biologici e droni con termocamere sono stati utilizzati per ricostruire gli spostamenti degli animali.
Il 14 agosto la Regione aveva autorizzato la cattura dell’esemplare, sulla base del parere favorevole di ISPRA, dopo aver classificato il comportamento osservato nella categoria di massima criticità prevista dal protocollo per i lupi urbani e confidenti.
Nel frattempo, le fototrappole hanno restituito un quadro più complesso. A metà settembre la task force ha riferito di aver individuato almeno tre lupi adulti e tre giovani nell’area di Noicattaro. Tra questi c’è un giovane maschio che frequenta con continuità le zone periurbane e mostra una ridotta diffidenza verso l’uomo: è l’esemplare sul quale si sono concentrate le operazioni di cattura perché ritenuto il possibile responsabile dell’aggressione di agosto.
La femmina catturata nella notte potrebbe quindi appartenere al branco che frequenta da settimane l’area, ma non è stata indicata come l’animale responsabile dell’aggressione. Saranno gli esami genetici a fornire ulteriori elementi.
La presenza di più esemplari spiega anche perché, nonostante settimane di ricerche e diversi avvistamenti, l’emergenza non possa considerarsi conclusa con questa prima cattura. Il monitoraggio proseguirà nelle prossime ore e nei prossimi giorni, anche nelle aree periurbane e nell’agro tra Noicattaro e Rutigliano.
La Regione ha inoltre annunciato un percorso più ampio per la gestione della specie, attraverso il progetto “Wolf Puglia”, che prevede 55 celle di monitoraggio sull’intero territorio regionale e dovrebbe fornire la base scientifica per un futuro Piano regionale straordinario di gestione del lupo.
La cattura della lupa rappresenta dunque un primo risultato operativo, ma la ricerca dell’esemplare ritenuto responsabile dell’aggressione e il monitoraggio del branco proseguono.

