Monopoli, oleodotto e salute: Bianchi «Serve capire cosa respiriamo»

MONOPOLI – Circa 3mila persone, secondo gli organizzatori, hanno partecipato ieri sera in piazza XX Settembre all’incontro promosso dal comitato “Salviamo Monopoli e il Mare” sul progetto del nuovo campo boe, della sealine e della pipeline interrata collegata al deposito costiero. Tra i temi principali, l’impatto dell’opera sulla salute e sulla qualità dell’aria.

A intervenire è stato Francesco Paolo Bianchi, epidemiologo e responsabile dell’Unità di Epidemiologia del Dipartimento di Prevenzione della Asl di Brindisi, che ha precisato di parlare a titolo personale e come consulente del Comitato, non in rappresentanza dell’Asl. Bianchi ha spiegato che Monopoli conta circa 48mila abitanti, dei quali 11mila residenti nelle contrade. Una distribuzione che, secondo l’epidemiologo, andrebbe considerata nelle valutazioni sanitarie perché le popolazioni urbana e rurale possono essere esposte a fattori di rischio differenti.

Il primo punto sollevato riguarda la qualità dell’aria. Bianchi ha richiamato documenti e dati secondo i quali a Monopoli esisterebbero criticità rispetto ai valori sanitari raccomandati dall’Organizzazione mondiale della sanità per PM10, PM2,5 e biossido di azoto. Ha inoltre citato la pianificazione regionale al 2030, nella quale Monopoli rientrerebbe tra i comuni interessati da possibili superamenti per alcune polveri sottili.

Poi il confronto con i numeri del progetto. Il proponente indica tra i possibili vantaggi dell’oleodotto una riduzione dei trasporti su strada e delle emissioni di CO₂, grazie alla diminuzione delle autobotti. Bianchi ha però evidenziato che la CO₂ è soprattutto un indicatore climatico e non misura direttamente il rischio per la salute. L’attenzione, secondo l’epidemiologo, deve concentrarsi anche su ossidi di azoto, particolato, benzene, composti organici volatili e altre sostanze prodotte da navi e mezzi.

Bianchi ha quindi analizzato gli scenari di movimentazione indicati nella documentazione: dalle 500mila tonnellate del 2024 fino a 1,5 milioni nello scenario di lungo periodo. Secondo la sua lettura, aumentando i volumi crescono anche diverse emissioni sul territorio monopolitano, mentre parte della riduzione attribuita all’opera riguarda soprattutto il traffico tra Brindisi e Monopoli.

Un altro interrogativo riguarda il cantiere: tre chilometri di condotte interrate significherebbero scavi e movimentazione di materiale. Bianchi chiede di considerare anche le emissioni di polveri e altre sostanze durante i lavori e sottolinea la necessità di misurare ciò che effettivamente arriva alla popolazione, non soltanto ciò che viene emesso.

Infine, il tema del monitoraggio. Secondo Bianchi, le centraline attualmente presenti a Monopoli non sarebbero sufficienti a fotografare tutte le possibili componenti dell’inquinamento industriale. L’epidemiologo ha chiesto quindi un sistema più completo e continuativo, che permetta di capire quali sostanze vengono disperse, dove arrivano e quale esposizione interessa realmente cittadini e soggetti più fragili.

Le osservazioni illustrate rappresentano la posizione e l’analisi del relatore e del Comitato. Il procedimento di VIA ministeriale è ancora in corso e la valutazione finale sull’impatto dell’opera spetterà alle autorità competenti.

Il servizio del TG
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