di Alessandra Basile
TARANTO – Cala il sipario sui XX Giochi del Mediterraneo 2026 e per Taranto è tempo di bilanci. Dopo la spettacolare cerimonia di chiusura allo stadio Iacovone, la città archivia un’edizione da record, con numeri che hanno segnato un nuovo primato per l’Italia: 224 podi, contro i 193 conquistati a Bari nel 1997.
Un risultato che, secondo le istituzioni, non deve però rappresentare un punto di arrivo. Alla conferenza stampa a Palazzo di Città, il sindaco Piero Bitetti ha parlato della necessità di trasformare il patrimonio lasciato dai Giochi in una leva permanente di sviluppo per il territorio ionico.


Il primo ringraziamento è andato alla macchina organizzativa: dal vicesindaco Mattia Giorno alla Polizia Locale, dalle forze dell’ordine agli uffici comunali, fino a Kyma Mobilità. Per Bitetti, la città ha dimostrato di saper gestire gare e manifestazioni internazionali garantendo sicurezza, servizi e funzionalità.Ora la sfida è capitalizzare l’esperienza maturata e costruire una nuova identità di Taranto come «città dei due mari e dello sport», facendo dei Giochi un motore per il futuro.
Intanto arrivano anche le prime novità sulla gestione degli impianti. Il Centro Sportivo Magna Grecia e il Parco Urbano della Salinella sono stati assegnati alla SSD ARL Mediterraneo, mentre il Campo Sportivo di Talsano è stato affidato alla SSD ETS Icco. Sono inoltre in corso consultazioni con le Federazioni di Atletica Leggera e Nuoto per possibili accordi sulla gestione delle strutture.

Il bilancio, dunque, va oltre le medaglie. I Giochi hanno lasciato infrastrutture, impianti e un patrimonio organizzativo che Taranto punta ora a mantenere vivo. L’obiettivo dichiarato è evitare che, spenti i riflettori, si disperda il “tesoretto” costruito con questa grande manifestazione internazionale.

