Il progetto della Magazzini Generali Italiani Srl per la realizzazione di un polo logistico a Monopoli continua a suscitare attenzione e preoccupazione sul territorio. Il tema è stato al centro della conferenza stampa del comitato “Salviamo Monopoli e il Mare”, che ha evidenziato le proprie perplessità sugli effetti che l’intervento potrebbe avere sull’ambiente, sul mare e sul territorio.
Una questione complessa, sulla quale però è necessario fare chiarezza soprattutto sul piano tecnico. È questa la posizione dell’ingegnere ambientale monopolitano Giuseppe Deleonibus, che entro il 29 agosto ha presentato le proprie osservazioni nell’ambito della procedura di Valutazione di Impatto Ambientale.

Secondo Deleonibus, è proprio questa la fase nella quale cittadini, associazioni ed enti possono incidere concretamente sul procedimento: non attraverso prese di posizione generiche, ma con osservazioni tecniche, documentate e fondate, che possano essere valutate dalla Commissione Tecnica Nazionale di VIA.
L’ingegnere invita innanzitutto a definire correttamente l’intervento: non si tratterebbe semplicemente di un “oleodotto”, ma di un progetto più articolato, costituito da un campo di cinque boe offshore, due sea line di prodotto, una linea di servizio, impianti portuali e tre pipeline terrestri.
Sul reale impatto dell’opera, Deleonibus mantiene una posizione prudente: oggi, a suo giudizio, non ci sono elementi documentali sufficienti per esprimere una valutazione definitiva. Richiama, tra gli altri, i rilievi contenuti nella documentazione paesaggistica regionale e segnala alcune incongruenze presenti negli elaborati, che a suo avviso rendono necessari ulteriori approfondimenti.

Particolare attenzione viene posta agli aspetti ambientali: dalla presenza della Posidonia oceanica e del coralligeno alle possibili conseguenze di eventuali sversamenti, fino alle emissioni e alla gestione dei materiali e degli scarti. Per Deleonibus, però, ogni valutazione deve partire da dati certi, comprese le caratteristiche e le schede di sicurezza dei prodotti che saranno effettivamente trasportati.
L’ingegnere non si dichiara né favorevole né contrario al progetto. La sua è una posizione di attenzione e approfondimento: verificare gli impatti, chiedere integrazioni alla documentazione e valutare anche gli effetti cumulativi con le altre attività industriali presenti nell’area.
Un passaggio importante riguarda anche le eventuali compensazioni, ambientali e territoriali, che dovranno essere affrontate nelle sedi previste dalla normativa.

Il procedimento di VIA è ancora in corso e, sottolinea Deleonibus, l’eventuale realizzazione dell’opera non può essere considerata scontata. Per questo, conclude, la priorità deve essere una corretta informazione basata sulla lettura degli atti e sulla valutazione tecnica.
Di seguito l’intervista integrale video a Giuseppe Deleonibus.
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