Heleanna, 55 anni dopo il fuoco: la memoria di Monopoli torna in mare

MONOPOLI – All’alba del 28 agosto 1971 il mare sembrava tranquillo. Poi il maestrale cominciò a crescere e, al largo di Torre Canne e Savelletri, quella che doveva essere una traversata tra Patrasso e Ancona si trasformò in una delle più drammatiche tragedie marittime del dopoguerra.

Il traghetto greco Heleanna, a circa 15 miglia da Monopoli, prese fuoco intorno alle 5.30 nei locali della cucina. A bordo c’erano 1.174 passeggeri, quasi il doppio dei 620 consentiti, oltre a circa 200 veicoli. Il bilancio fu pesantissimo: 25 morti, 16 dispersi e 271 feriti secondo la ricostruzione ufficiale oggi diffusa dal Comune di Monopoli.

Ma quella tragedia ebbe anche un’altra storia, scritta sul mare dai pescatori monopolitani. Quando arrivarono le richieste di soccorso, diversi equipaggi diressero le loro imbarcazioni verso la nave in fiamme. Tra loro c’era Eligio Comes, allora appena diciannovenne, a bordo del motopesca Madonna della Madia. Racconta di aver contribuito al salvataggio di 38 persone e di aver percorso il tratto da Torre Canne a Monopoli con due vittime a bordo, mentre il mare diventava sempre più difficile.

E c’era Mario Civetta, oggi Cavaliere Ufficiale della Repubblica, che dall’imbarcazione Laura si tuffò in mare per recuperare una bambina. Si chiamava Alis Agostini. Quel salvataggio, dopo decenni, sarebbe diventato una sorta di “carrambata”: Alis tornò a Monopoli e incontrò nuovamente l’uomo che le aveva salvato la vita. Una storia che negli anni è approdata anche nei programmi televisivi nazionali e che è stata raccontata da Linea Blu, in una puntata dedicata a Monopoli.

I pescatori arrivarono davanti all’Heleanna in condizioni proibitive. Comes ricorda persino una petroliera che, mettendosi davanti al maestrale, contribuì a creare una zona di relativa calma in superficie. Le testimonianze restituiscono così l’immagine di una nave trasformata in un’enorme macchia rossa di fuoco e di uomini che, senza sapere fino in fondo cosa li aspettasse, si avvicinarono per raccogliere i naufraghi.

La mobilitazione non si fermò al mare. Monopoli accolse e assistette i superstiti, mettendo a disposizione mezzi, indumenti e coperte. Il valore di quella solidarietà fu riconosciuto il 19 aprile 1972, quando alla città venne conferita la Medaglia d’Argento al Merito Civile per l’opera di soccorso e assistenza prestata ai naufraghi.

A ricordare quell’eroismo resta anche il bassorilievo sulla facciata del Castello Carlo V, affacciata sul mare. L’opera originale, realizzata dallo scultore Mario Piergiovanni, è stata successivamente riprodotta per preservarne la memoria dalle aggressioni della salsedine.

Nel 2011, in occasione del quarantesimo anniversario, Monopoli ospitò nel Largo Castello la serata “Italiani formidabili”, parte di un più ampio progetto commemorativo realizzato con gli Archivi di Stato e le Teche Rai. Il titolo riprendeva quello utilizzato dalla stampa estera per raccontare la straordinaria mobilitazione dei soccorritori.

Oggi, 55 anni dopo, davanti a quella stele tornano le autorità e soprattutto tornano le voci di chi c’era. Come quella di Comes e di Civetta. Testimonianze diverse, unite da un ricordo che il tempo non ha cancellato: quel giorno il mare portò a Monopoli una tragedia, ma la città rispose con il coraggio dei suoi uomini di mare.

Il servizio del TG
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