MONOPOLI – A due giorni dalla morte di Nuccio Contento, al secolo Martino Contento, scomparso all’età di 70 anni, continuano ad arrivare a Monopoli messaggi di cordoglio e ricordi. Alla commozione della famiglia e della città si aggiunge quello di Francesco Sorino, compagno di avventura politica ma soprattutto amico di una vita.
Nel suo saluto, Sorino ripercorre un legame nato molto prima della politica: quello della comune adolescenza e della giovinezza, vissute – scrive – con «la irrefrenabile sensazione di poter cambiare la realtà che ci circondava». Una tensione ideale che, nel ricordo dell’amico, Nuccio Contento non avrebbe mai abbandonato.

«Non hai mai perso questa volontà – scrive Sorino – perché hai scelto di essere e non di sembrare. Sei stato con tutti noi e rimarrai indelebilmente in tutti noi».
Parole che riportano al profilo umano di Contento, conosciuto in città per il suo impegno pubblico, amministrativo e politico, ma ricordato in queste ore soprattutto per il suo rapporto diretto con le persone.
I due condivisero anche la campagna elettorale delle amministrative del 2018, quando Contento scese in campo come candidato sindaco alla guida di una coalizione di centrosinistra e liste civiche. Una sfida intensa, conclusa con la vittoria di Angelo Annese. Contento raccolse però oltre diecimila voti, sfiorando il 36 per cento dei consensi, risultato che lo confermò tra i principali protagonisti della politica monopolitana di quella stagione.
Sorino, nel suo messaggio, non si sofferma sul candidato o sull’amministratore, ma sull’uomo: «Grazie per averci lasciato in eredità la tua onestà e la tua lealtà ma soprattutto il tuo sorriso spontaneo e sincero: il sorriso del vero amico».
È forse proprio qui il senso più profondo del suo commiato. Dietro gli incarichi, le campagne elettorali e gli impegni pubblici, resta per chi gli è stato vicino il ricordo di Nuccio Contento come amico. Un legame che Sorino riassume in poche parole, rivolgendosi direttamente a lui: «Sei stato con tutti noi e rimarrai indelebilmente in tutti noi».

