Monopoli, l’ultimo saluto a Nuccio Contento: chiesa gremita e applauso per “uno dei figli migliori”

Una chiesa gremita fino al sagrato, una comunità intera stretta attorno alla famiglia e un lungo applauso scaturito spontaneamente dalle parole dell’altare. Monopoli ha dato l’ultimo saluto a Nuccio Contento, al secolo Martino Contento, figura conosciuta e stimata nella vita politica, amministrativa e sociale della città.

I funerali si sono svolti nel pomeriggio di oggi nella chiesa di Sant’Antonio, dove a celebrare la funzione è stato il parroco don Davide Garganese. Un momento di profonda commozione, che ha riunito familiari, amici, cittadini e rappresentanti delle istituzioni.

Presenti anche esponenti dell’amministrazione comunale guidata dal sindaco Angelo Annese, assessori, consiglieri di maggioranza e di opposizione. Una presenza trasversale, segno dell’affetto e della stima che Nuccio Contento aveva saputo conquistare negli anni, al di là degli schieramenti e delle appartenenze politiche.

Durante l’omelia, don Davide Garganese ha ripercorso l’impegno umano e civile di Contento, ricordandone l’attenzione alla cultura, al sociale e alle persone più fragili. Tra le esperienze che lo segnarono profondamente, anche il terremoto dell’Irpinia, in occasione del quale si impegnò per organizzare aiuti e iniziative di solidarietà.

Ma è stato soprattutto un passaggio dell’omelia a imprimersi nella memoria di quanti erano presenti. Il parroco ha definito Nuccio Contento “uno dei figli migliori che la nostra comunità abbia avuto”. Parole accolte da un applauso lungo, intenso, durato quasi quaranta secondi, che ha riempito la chiesa e rotto per un attimo il silenzio del dolore.

Don Davide ha ricordato un uomo animato da grandi ideali, impegnato per una società più libera e più giusta, capace di mantenere nel tempo un rapporto di dialogo e rispetto con la comunità ecclesiale. Un uomo che amava ripetere un invito semplice e profondo: essere costruttori di pace.

Poi, dall’altare, è arrivato il saluto più difficile e personale. A prendere la parola è stata la figlia Silvia Contento, consigliera comunale di opposizione. Un discorso scritto, ha spiegato, perché parlare davanti a tante persone in un giorno così doloroso non era facile.

Silvia ha ringraziato, a nome della madre Rita, della sorella Claudia e dell’intera famiglia, tutti coloro che in queste ore hanno dimostrato vicinanza e affetto. «Abbiamo compreso fino in fondo quanto fosse speciale Nuccio», ha detto, ricordando le tantissime persone che gli volevano bene.

Ha parlato del sorriso, della gentilezza e dell’ironia del padre, definendolo un gentiluomo. E poi di quel vuoto che, ha spiegato, il dolore dei tanti volti sinceramente commossi riesce almeno in parte ad accompagnare.

Il ricordo è diventato ancora più intimo quando Silvia ha parlato del rapporto con il padre. «Diceva che senza di noi tre non avrebbe centrato nessun risultato, ma è esattamente il contrario», ha affermato. «Noi tre, senza di lui e senza i suoi consigli, non avremmo potuto realizzare nulla di quello che abbiamo fatto».

Nuccio Contento, ha ricordato la figlia, ha insegnato loro il valore della gentilezza, del rispetto dell’altro e della libertà. E proprio su queste parole si è concentrato il messaggio lasciato alla comunità: non rimandare mai le parole importanti, perché la vita è imprevedibile. Dire “ti voglio bene” quando si può ancora farlo.

Infine l’invito a ricordarlo attraverso i gesti quotidiani: «Siate sempre gentili come lo era lui e impegnatevi ogni giorno per migliorare questa comunità che lui amava tanto. Come diceva lui, siate costruttori di pace».

Una richiesta conclusiva, quasi un sorriso tra le lacrime: niente applausi per quel discorso, perché in chiesa – ha detto – non li avrebbe voluti. La commozione, però, era già palpabile negli sguardi.

Monopoli saluta così Nuccio Contento. Non soltanto il politico, l’amministratore e l’uomo delle istituzioni, ma soprattutto il marito, il padre e quel “figlio della città” che, come ha ricordato don Davide Garganese, ha lasciato un segno profondo nella sua comunità.

Il servizio del tg
error: Contenuto protetto