Monopoli accoglie la Madonna della Madia: fede, tradizione e turismo nel rito dell’approdo

A Cala Batteria una folla di fedeli e visitatori per il momento più atteso della festa patronale. Tra preghiere e speranze, anche tanti turisti arrivati per assistere a una tradizione secolare

Non è soltanto una festa religiosa. L’approdo della Madonna della Madia è, ogni anno, un momento capace di mettere insieme fede, tradizione, appartenenza e accoglienza, trasformando Monopoli in un punto di incontro per fedeli, famiglie e visitatori arrivati anche da fuori regione.

Ieri sera, a Cala Batteria, erano in tanti ad attendere l’arrivo della zattera con l’icona della Madonna, in una manifestazione che continua a richiamare un pubblico sempre più ampio. Tra la folla non c’erano soltanto monopolitani: diverse persone hanno raccontato di essere arrivate appositamente per vivere questo appuntamento, mentre altri hanno inserito l’evento nel proprio soggiorno in Puglia.

Per alcuni è una tradizione da rispettare ogni anno, per altri una scoperta. C’è chi arriva da Torino e torna puntualmente a Monopoli perché legato alla città dalle proprie radici familiari e chi, trovandosi in vacanza nei dintorni, decide di raggiungere il porto per assistere all’approdo.

Una presenza turistica che conferma anche la capacità della festa patronale di superare i confini della comunità locale. Monopoli viene descritta dai visitatori come una città sempre più frequentata, non soltanto nei mesi estivi, ma anche in altri periodi dell’anno.

Accanto ai turisti, naturalmente, ci sono i fedeli. Per molti la Madonna rappresenta un riferimento al quale affidare la salute, la famiglia e le difficoltà della vita quotidiana. Una signora racconta di vivere la propria fede anche attraverso la vicinanza al marito disabile: «Il Signore ci dà la forza di andare avanti». Un’altra affida alla Madonna la speranza di buona salute «non solo per me, ma per tutti».

E c’è chi vive l’approdo come una tradizione che appartiene alla propria storia: «È una cosa secolare, anzi millenaria. È una speranza per tutti». La preghiera è quella semplice e universale dell’Ave Maria e della Salve Regina, insieme alla speranza cristiana di una vita oltre quella terrena.

Per il vescovo della Diocesi Conversano-Monopoli, monsignor Giuseppe Favale, quello dell’approdo è soprattutto «un momento intenso, bello, di popolo». La devozione alla Madonna, spiega, accompagna i fedeli e li spinge a cercare «il coraggio di scelte forti nella vita, scelte fondate sull’amore».

È proprio questo intreccio tra devozione e accoglienza a rendere l’approdo della Madonna della Madia un appuntamento unico: una tradizione profondamente monopolitana che, anno dopo anno, riesce a parlare anche a chi arriva da lontano e sceglie di fermarsi davanti al mare per condividere una notte che appartiene alla storia della città.

Il servizio del tg
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