È destinata a far discutere la polemica nata a Monopoli dopo l’incontro con il cardinale Pierbattista Pizzaballa, Patriarca di Gerusalemme dei Latini, svoltosi il 12 agosto nella Basilica Cattedrale nell’ambito dei festeggiamenti per la Madonna della Madia. A intervenire, con un comunicato congiunto, sono nove associazioni cittadine: Anpi “Lidia Menapace”, Arci Contrada 100, Donne per la Città-Presidio del libro, Donne in Nero, Ellisse Monopoli, Fly Laboratorio delle Arti, Legambiente Monopoli, Progetto Donna e Progetto Zaccheo Puglia-Cristiani Queer.
Le associazioni definiscono l’appuntamento “una pagina di comunità”, sottolineando la partecipazione numerosa e il confronto sui temi della pace, della speranza e della riconciliazione in Medio Oriente. Un percorso, spiegano, costruito attraverso lo studio degli scritti di Pizzaballa e una serie di domande rivolte al Patriarca, senza striscioni o simboli di parte.

Il punto di rottura, secondo le associazioni, sarebbe arrivato con le polemiche successive e, in particolare, con l’intervento del sindaco Angelo Annese, pronunciato il 13 agosto in Largo Plebiscito durante l’intronizzazione dell’icona della Madonna della Madia.
Nel suo discorso il primo cittadino ha parlato della festa patronale come di un momento di comunità, accoglienza e condivisione, richiamando anche la presenza del cardinale Pizzaballa e la sua testimonianza sulla guerra e sulla sofferenza in Terra Santa. Annese ha quindi sottolineato il valore dell’accoglienza e della solidarietà, richiamando anche il ruolo delle chiese e della comunità cristiana come luoghi aperti alle persone e ai loro bisogni.

Ed è proprio su questo passaggio che le associazioni contestano il sindaco. Nel comunicato si parla di una presunta “lezione” impartita ai parroci su come organizzare la pastorale e svolgere il proprio ministero, definendola una “invasione di campo”. Le nove realtà chiedono inoltre chiarimenti sulle affermazioni relative alle “porte delle chiese”: “A quali chiusure allude Annese? A chi sarebbe stato chiuso il portale della Chiesa? Quale persona o associazione è stata mai respinta oltre la soglia?”
Altro elemento contestato è la seconda locandina dell’incontro con Pizzaballa, che, secondo le associazioni, avrebbe eliminato i riferimenti alle realtà associative promotrici e il logo dell’Unità pastorale. Un elemento che viene letto come una scelta significativa nel contesto della polemica.
Le associazioni criticano inoltre il ruolo del Comitato Festa Patria, ritenendo che le polemiche abbiano finito per sovrapporre piani diversi, quello religioso e quello politico. Nel comunicato viene richiamata anche la presenza, alla guida del Comitato Festa, di un consigliere comunale appartenente alla maggioranza.

Il nodo, dunque, non riguarda il contenuto dell’incontro con Pizzaballa, che le associazioni rivendicano come momento di confronto civile sui temi della pace, ma le modalità con cui quell’iniziativa è stata successivamente interpretata e rappresentata.
Il comunicato si chiude con un richiamo alla necessità di una Chiesa aperta al dialogo con la società civile e con le associazioni. Un confronto che, nelle intenzioni dei firmatari, dovrebbe proseguire proprio a partire dalle parole pronunciate a Monopoli dal Patriarca di Gerusalemme, che aveva invitato a trasformare confini e differenze in luoghi di incontro e non in barriere.
La polemica, ora, si sposta sul terreno cittadino: da una parte le associazioni rivendicano la legittimità del loro percorso e contestano quello che definiscono uno “sgarbo istituzionale”; dall’altra restano le parole del sindaco, pronunciate nel cuore dei festeggiamenti patronali, sul valore dell’accoglienza, della comunità e della necessità di mantenere aperte le porte della Chiesa e della città.

