Con la tradizionale processione di rientro dell’antica statua e del quadro di Santo Stefano nella rettoria di Santa Maria la Greca si sono conclusi ieri sera, a Putignano, i festeggiamenti patronali dedicati al protomartire. Una settimana intensa, favorita dal caldo estivo e dal cielo sereno, che ha richiamato migliaia di cittadini e visitatori, confermando il forte legame della comunità con il proprio patrono.
Dopo la celebrazione eucaristica, il corteo religioso ha accompagnato il simulacro e il quadro, rimasti esposti nel foyer del Teatro Comunale “Giovanni Laterza” durante i giorni della festa, fino alla loro collocazione nella chiesa rettoria di Santa Maria la Greca, dove vengono custoditi durante l’anno. Un momento particolarmente significativo nel 2026, che celebra il centenario del legame tra la rettoria e il culto di Santo Stefano.


La serata è poi proseguita in piazza Teatro con la premiazione della quarta edizione del concorso di pittura dedicato al patrono. A conquistare il primo premio è stato Paolo Bianco, scelto da una giuria composta dai maestri cartapestai del Carnevale di Putignano, chiamati a valutare le opere secondo criteri di tecnica, originalità, messaggio ed emozione. Un’iniziativa che ha confermato il dialogo tra le diverse espressioni artistiche della città, valorizzando la creatività degli artisti del territorio.
Spazio, quindi, agli spettacoli conclusivi del cartellone civile. Sul palco si sono alternati gli allievi della scuola di danza ScenArt, il violinista Francesco Greco con il suo ensemble e, a chiudere la festa, la comicità di Pino Campagna, storico volto di Zelig, che ha divertito il numeroso pubblico presente.


Per amministrazione comunale e Comitato Festa Patronale il bilancio è positivo. Apprezzamenti sono arrivati per il rinnovato progetto artistico delle luminarie, giudicate da molti cittadini tra le più belle degli ultimi anni, e per l’iniziativa “Santo Stefano on the Road”, che ha portato il clima della festa anche nei quartieri, coinvolgendo un pubblico ancora più ampio.

Si chiude così un’edizione che ha saputo coniugare tradizione religiosa, cultura e intrattenimento, lasciando in eredità immagini di partecipazione, devozione e una città che, per una settimana, ha vissuto pienamente la propria festa patronale.




